12 Gennaio 2026
Nei media occidentali spopolano le immagini delle proteste anti-governative in Iran fomentate dalla CIA e dal Mossad, ma ciò che raramente viene mostrato sono le manifestazioni pro-governo. Migliaia di iraniani si sono infatti radunati oggi in diverse città del Paese, fra cui Teheran, Hamadan, Ilam, Kerman e Rasht per mostrare la propria solidarietà all'ayatollah Ali Khamenei e al presidente Masoud Pezeshkian. I video riprendono grandi gruppi di partecipanti, che portano icone e cartelli con le foto di queste due figure, e che gridano: "Lunga vita a Khamenei, mai con gli Stati Uniti, con Israele e con Reza Pahlavi".
L’Iran resta sull’orlo di una crisi mentre proteste anti-governative continuano a scuotere il Paese e il potere risponde mobilitando le proprie basi. Secondo diverse fonti internazionali, le manifestazioni contro il governo si sono estese a tutte le 31 province iraniane, alimentate dal crollo del potere d’acquisto, dalla carenza di acqua e dall’aumento dei prezzi. Il bilancio delle vittime resta incerto.
In risposta, la Tv di Stato iraniana riferisce che sono in corso imponenti manifestazioni pro-governative in numerose città, tra cui Hamadan, Ilam, Kerman e Rasht. Secondo i media ufficiali, migliaia di cittadini sarebbero scesi in piazza per sostenere la Repubblica islamica e la guida suprema Ali Khamenei, denunciando le proteste come il risultato di ingerenze straniere di Usa e Israele.
La crisi iraniana ha rapidamente assunto una dimensione internazionale. Gli Stati Uniti hanno avvertito Teheran contro l’uso della forza letale sui manifestanti, con l'intento di intervenire appena possibile, mentre la Cina ha preso posizione a difesa della sovranità iraniana, opponendosi a qualsiasi intervento esterno. Parallelamente, da Teheran arrivano messaggi duri: funzionari e media vicini ai Pasdaran avvertono che eventuali pressioni o azioni militari potrebbero trasformare basi e navi statunitensi nella regione, così come Israele, in potenziali obiettivi.
Con minacce incrociate, ipotesi di opzioni militari e una popolazione sempre più esasperata, la crisi iraniana non appare più solo una questione interna. Per molti analisti, quanto sta accadendo potrebbe rappresentare l’innesco di una più ampia escalation regionale, capace di ridefinire gli equilibri di potere in Medio Oriente e oltre.
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