Martedì, 04 Ottobre 2022

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Benedetto Croce

L’Italia è in guerra con la Russia e possiamo attenderci azioni militari ostili da parte di Putin

Parla il Gran Maestro Giuliano di Bernardo

Di Marco Antonellis

30 Aprile 2022

Giuliano Di Bernardo, già gran maestro del Grande oriente d'Italia

D. Professore, ha concluso la precedente intervista affermando che ci avrebbe spiegato le ragioni in base alle quali è improbabile che, nel futuro dell’umanità, vi sia ancora l’antropologia del liberalismo. Le chiederei, prima di farlo, di aggiornare lo stato di cose della guerra in Ucraina.


R. Il governo e i partiti politici non lo dicono, ma l’Italia è in guerra contro la Russia. Liberiamoci dalla propaganda di entrambe le parti e seguiamo il filo della ragione che è sempre infallibile. Putin inizia la guerra di Ucraina. Il mondo occidentale, dagli Stati Uniti all’Europa, insorge e si schiera in difesa dell’Ucraina. La parola d’ordine è: “inviamo armi per la pace”. Il governo italiano invia armi leggere e pesanti. Qual è la motivazione? Aiutando con le armi la resistenza ucraina, la renderemo più forte al tavolo delle trattative. Tutto ciò fa pensare che la volontà dell’occidente sia quella di giungere, nel più breve tempo possibile, alla fine del conflitto. E’ un atteggiamento che ha una sua logica. La logica, però, presuppone che il risultato sia raggiunto entro un breve periodo di tempo. Tuttavia, il tempo passa e i segnali di una tregua si rinviano sempre più verso un futuro incerto. Lo scenario cambia: non si parla più di pace ma di guerra alla Russia. E’ palesemente cambiato il fine. I presidenti degli Stati Uniti e dell’Inghilterra ufficialmente dichiarano che il fine che vogliono raggiungere non è più quello di aiutare l’Ucraina per resistere all’invasione ma quello di fare una guerra a oltranza a Putin e alla Russia.


Il cambio del fine ha conseguenze disastrose per i Capi di stato dei paesi europei, i quali non hanno avuto problemi nell’inviare armi con la motivazione della pace. Ma ora che la pace è un pallido ricordo e si chiede loro di entrare in guerra contro la Russia, le contraddizioni esplodono con tutta la loro violenza. Infatti, se la loro decisione è quella di schierarsi con gli Stati Uniti, si ritroveranno in guerra e Putin userà le bombe atomiche speciali contro i loro paesi. Se la loro decisione, invece, sarà quella di non schierarsi con gli Stati Uniti, emergeranno problemi di difficile soluzione. Cosa farà il nostro governo? Dalle decisioni che sta adottando, sembra che sia supinamente sottomesso all’autorità della NATO e degli Stati Uniti. Ciò significa che l’Italia di fatto è in guerra contro la Russia. Una conseguenza di questo stato di cose potrebbe essere che il nostro paese sia colpito dai missili con testate atomiche. A questo punto, vorrei sapere dal Presidente Draghi perché ha messo me, i miei figli, i miei nipoti in questa situazione. Mi chiedo anche con quale autorità abbia coinvolto l’Italia in un conflitto che può essere presagio di una terza guerra mondiale. Gli ricordo che l’Italia è una repubblica parlamentare in cui solo il Parlamento può decidere, secondo i dettami della Costituzione, se il nostro paese deve entrare in guerra. Se il Presidente Draghi non sottoporrà all’approvazione del Parlamento le sue decisioni, si comporterà esattamente come l’odiato dittatore Putin. Quando arriveranno in Italia e in Europa i veri politici?


D. Perché il Presidente degli Stati Uniti ha cambiato il fine della guerra in Ucraina e ha coinvolto l’Europa?

R. Gli Stati Uniti, dalla seconda guerra mondiale in poi, si sono sentiti investiti della suprema missione di “guardiani del mondo”, sorretta dall’ideologia del liberalismo ritenuta la migliore concezione dell’uomo e della vita. Da quel momento, hanno dato vita all’impero americano disposto a fare tutto per la conquista del pianeta Terra. Per penetrare in paesi ancora sotto l’influenza della Russia, più volte hanno usato comparse che sono state semplici esecutori dei loro ordini. La storia del presidente dell’Ucraina (scritta a caratteri cubitali su Internet) è la storia più recente di queste comparse. E’ mai possibile che l’Unione Europea non si renda conto che egli sta facendo la guerra alla Russia per conto degli Stati Uniti?In tempi recenti, gli Stati Uniti hanno inventato un’altra famosa comparsa: Mikheil
Saakashvili, un giovane georgiano istruito e messo al potere a Tbilisi dal Dipartimento di Stato e
con il benestare del Pentagono e dei servizi segreti. Il giorno in cui si inauguravano le Olimpiadi
di Pechino l’8 agosto del 2008 tutte le agenzie del mondo batterono la notizia che la Georgia
(Caucaso) aveva attaccato l’Ossezia del Sud, una regione separatista, e stava combattendo
contro la Russia. In altre parole, la Georgia aveva dichiarato guerra alla Russia. Putin, allora
Capo del governo, ritornò in fretta a Mosca e assunse la direzione delle operazioni militari. Chi
aveva ordinato l’attacco alla Russia? Negli Stati Uniti si disse che il presidente Sakaashvili lo
aveva deciso in autonomia, ma quando egli minacciò di denunciare al mondo di essere stato
prima autorizzato e poi abbandonato, si corresse il tiro e si disse che era stata la CIA o il vice-
presidente Cheney. Comunque siano andate le cose, gli Stati Uniti avevano usato la pedina
georgiana per sondare la capacità militare della Russia. Sakaashvili è stato Presidente della
Georgia dal 2004 al 2007 e dal 2008 al 2013. E’ stato Governatore della regione di Odessa
(Ucraina) ed è stato nominato nel 2020 da Zelenskyi Presidente delle Consiglio delle Riforme
dell’Ucraina. Come si può vedere, alla guida suprema dell’Ucraina si trovano due comparse il cui
compito è la supina e perfetta esecuzione degli ordini ricevuti da Washington. Voi pensate
veramente che Zelenskyi abbia preso in autonomia la decisione di affondare la nave ammiraglia
russa? Pensate che la sua conferenza-stampa in cui dettava a Putin le condizioni per una tregua
sia il messaggio di un uomo che voglia la pace? Molti in Italia, che lo hanno ascoltato in religioso
silenzio, si sono commossi e hanno desiderato di combattere accanto a questo eroe pronto a
morire per il suo popolo. Ma hanno analizzato razionalmente il suo messaggio? Fermare la
guerra con un accordo tra le parti significa concedere all’avversario qualcosa. Zelenskyi non ha
concesso nulla a Putin. E questo significa cercare la pace? E’ mai possibile che nessuno ne abbia
visto l’intento propagantistico? Tutte le guerre combattute dal genere umano hanno trovato un
termine con la firma di un trattato. Non si è mai visto che il presidente di uno dei paesi in guerra
abbia dichiarato al mondo intero le sue condizioni per la pace. In tutti gli innumerevoli casi
precedenti, è stata la diplomazia silenziosa e riservata a farlo. Solo alla fine, i capi di stato hanno
parlato. Pensate veramente che si arrivi alla pace con le sceneggiate? Certamente no, perché gli
Stati Uniti non vogliono la pace.
E’ una caratteristica tipica degli Stati Uniti quella di scegliere, programmare e attivare
l’uomo della “provvidenza”, il cui compito è quello di preparare le condizioni per l’occupazione
di paesi ostili. Così è stato con Sakaashvili e Zelenskyi, così è stato anche con Licio Gelli e la sua
P2. Tale caratteristica discende anche dalla convinzione che, abbattendo l’uomo nemico al
comando, si possa cambiare la realtà politica di quel paese. E’ ciò che è stato fatto con la Libia di
Gheddafi, con conseguenze disastrose per l’Italia e per l’Europa. E’ quel che si vorrebbe fare
adesso con Putin. Ancora una volta gli Stati Uniti dimostrano di non saper comprendere le
realtà socio-politiche di paesi stranieri, altrimenti saprebbero che in Russia la maggior parte di
coloro che detengono il potere hanno accusato Putin di aver aspettato troppo tempo per
iniziare la guerra contro l’Ucraina. Se il desiderio degli Stati Uniti si realizzasse, allora la fine di
Putin potrebbe significare un ulteriore inasprimento della guerra. Il Presidente degli Stati Uniti,
l’uomo più potente del mondo, non può ignorarlo. Forse non lo ignora ma non gli attribuisce
alcuna importanza. In tal caso, l’errore sarebbe ancora più grave della semplice ignoranza.


D.
La conclusione che si può trarre dalle sue considerazioni è che l’Italia è in guerra con la Russia e che possiamo attenderci azioni ostili economiche e militare da parte sua?


R.
E’ proprio così. Gli Stati Uniti e la Nato (e l’Italia) hanno cambiato il fine della guerra, che
non è più la difesa dell’Ucraina ma un attacco frontale alla Russia. A dirlo sono i vertici del
governo degli Stati Uniti. Si vuole punire Putin per impedirgli nel futuro di occupare altri paesi
come l’Ucraina. Gli Stati Uniti decidono di fare guerra alla Russia di Putin, la NATO esegue
mettendo in atto una strategia militare, l’Ucraina combatte ricevendo istruzioni satellitari sulleazioni di guerra. Un caso tipico è l’affondamento della nave ammiraglia russa. Gli ucraini sono
riusciti nell’impresa solo perché diretti e supportati dalla NATO. In Europa, il Consiglio dei
ministri della difesa dei paesi membri si è trasformato in un organismo il cui compito è quello di
progettare l’acquisto delle armi da consegnare al governo ucraino. Vi ha partecipato anche il
nostro ministro della difesa, confermando la volontà dell’Italia di fare guerra alla Russia. Chi lo
ha autorizzato? Il Parlamento?
In poco più di un mese, si è delineata una situazione in cui gli Stati Uniti si trovano a
svolgere un ruolo “pedagogico” nei confronti di Putin, che si vuole punire per essersi
comportato male con l’Ucraina. E’ una specie di tirata di orecchie che dovrebbe servire per
futura memoria. Tutto sommato, l’intervento del buon padre di famiglia può assumere anche un
significato morale. Ma siamo sicuri che tutto finirà dopo la tirata di orecchie? E’ sensato pensare
che Putin, dopo la punizione, chieda scusa e si rimetta sulla buona strada? Io non lo credo.
Ancora una volta gli osservatori occidentali ignorano la Cina, pensando (illudendosi) che la
guerra sia circoscritta tra gli Stati Uniti e la Russia. Continuano ostinatamente a lasciar fuori
dalle loro elucubrazioni il Patto tra Putin e Xi Jinping mediante cui si sottoscrive l’impegno
reciproco a sostenersi in tutti gli ambiti, da quello economico a quello militare. Se la NATO
dovesse riuscire a mettere Putin in difficoltà, allora in suo aiuto arriverebbe la Cina ed gli altri
paesi che gravitano nella loro sfera d’influenza come l’India. La Cina non permetterà mai che il
suo più importante alleato fosse distrutto dall’occidente. Quando questo dovesse accadere,
saremmo già nel mezzo della terza guerra mondiale. In occidente, non si vuole ancora capire
che il vero protagonista di questa guerra non è la Russia ma la Cina. La tirata di orecchie che gli
Stati Uniti, l’Europa e l’Italia vogliono dare a Putin, in realtà la danno a Xi Jinping. Voi veramente
credete che egli porgerà l’altra orecchia? E il nostro governo che cosa fa?
Finora siamo rimasti su un livello superficiale dell’analisi geopolitica, dove abbiamo
creduto allo scenario che ci è stato presentato dagli Stati Uniti. In quanto ricercatore delle
vicende umane, non mi fermo mai su ciò che appare nella superficie delle cose, ma scendo in
profondità per comprendere le vere cause che muovono l’umanità. Per questo, io mi chiedo se
non esistano altre cause oltre quelle dichiarate dal governo degli Stati Uniti. Io ne vedo una, di
fondamentale importanza. Io sono convinto che la vera causa che spinge gli Stati Uniti a
dichiarare guerra a Putin sia da ricercare sul piano economico. Marx aveva ragione quando
sosteneva che i cambiamenti sociali sono determinati dalla struttura (economia) e non dalla
sovrastruttura (cultura). Applicato al caso che stiamo esaminando, ciò significa che la Russia,
con il sostegno della Cina e dell’India, sta creando problemi all’area del dollaro su cui si basa il
potere economico, finanziario, politico e militare degli Stati Uniti, come ho descritto in una
precedente intervista. Un esempio rilevante è dato dalla Prima guerra civile in Libia del 2011,
che ha portato alla fine del potere di Mu’ammar Gheddafi, deciso dal Consiglio di sicurezza delle
Nazioni Unite, che istituisce sulla Libia una zona d’interdizione al volo sulla Libia, legittimando
l’intervento militare ad opera di diversi paesi. Anche in questo caso, si giustificò la guerra in
Libia con la difesa dei diritti umani del popolo libico. In realtà, Hilary Clinton, allora Segretario
di Stato, decise di eliminare Gheddafi per aver dichiarato di voler uscire dall’area del dollaro. La
preoccupazione che ciò avvenisse (Gheddafi era sempre stato imprevedibile) e producesse
l’effetto “domino” in altri paesi africani, indusse il governo degli stati Uniti a iniziare una guerra
che avrebbe destabilizzato tutta l’area del Mediterraneo e avrebbe creato problemi che ancora
oggi non sono stati risolti. Il Segretario di Stato Clinton ne era consapevole ma la difesa dell’area
del dollaro era una priorità assoluta. E’ la stessa identica priorità che oggi il governo degli Stati
Uniti fa valere contro Putin. Da ciò segue che la guerra di Ucraina è solo il pretesto per
difendersi dagli attacchi all’area del dollaro messi in pratica da Cina, Russia, India e altri paesi. Il
diritto all’autodeterminazione dell’Ucraina, che l’Europa sta difendendo con una guerra
sanguinosa, è solo fumo negli occhi. Il governo italiano lo sa?

D. Lei sta dicendo che per comprendere le vere ragioni del governo degli Stati Uniti è
necessario passare dal piano militare a quello economico?

R.
Non solo. Come ho già detto in precedenza, questa è una guerra che si combatte su livelli
diversi: da quello militare a quello economico, da quello scientifico a quello filosofico. Quando finirà la guerra militare con un accordo tra Putin e Biden (Zelenskyi è solo una comparsa), la guerra continuerà negli altri livelli. Oggi tutti gli occhi degli osservatori sono rivolti sulle vicende quotidiane della guerra in Ucraina. In realtà, questo è il livello meno importante. E’ sul piano economico e finanziario che Putin infliggerà all’occidente e ai paesi dell’Unione Europa i più gravi danni che ci renderanno tutti più poveri. Il piano economico, a sua volta, è strettamente connesso con quello filosofico, che si
esprime mediante l’antropologia filosofica, che è la concezione dell’uomo, della vita e del mondo. Si tratta, allora, di comprendere l’antropologia del liberalismo e il suo modo di concepire l’economia. Successivamente, presenterò l’antropologia alternativa sostenuta da Cina, Russia e India. Infine le metterò a confronto. Dal confronto, emergerà l’antropologia che ha più probabilità di vincere la sfida per il dominio del pianeta Terra governato dall’Uno-dio. 

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