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Usa: "George Floyd morto per asfissia, non per overdose"

Le ultimissime notizie sul processo all'agente Derek Chauvin, accusato della morte di Floyd.

09 Aprile 2021

Usa: "George Floyd morto per asfissia, non per overdose"

Manifestazione per George Floyd (fonte foto LaPresse)

George Floyd è morto per asfissia e non per un overdose: lo ha stabilito Martin Tobin, medico pneumologo, durante la sua testimonianza al processo in corso a Minneapolis. A riportarlo è la Bbc.

Secondo la difesa dell'agente Derek Chauvin, Floyd sarebbe morto per un overdose di fentanyl. Tesi che però è stata smentita dagli esperti che hanno recentemente svolto un'altra autopsia sul cadavere del defunto. 

Il medico americano Tobin ha inoltre raccontato alla giuria di Minneapolis di aver osservato con cura il video degli ultimi attimi di vita di George Floyd "centinaia di volte", per poi concludere che "anche una persona in salute sarebbe morta" dopo aver subito quel trattamento. Secondo l'esperto inoltre, circa tre minuti prima che l'agente Chauvin togliesse il ginocchio dal collo di Floyd "non era più rimasto un grammo di ossigeno nel suo corpo".

"Il ginocchio - ha continuato il medico - è rimasto sul collo per altri tre minuti e 27 secondi dopo che ha esalato il suo ultimo respiro". Infine Tobin ha concluso affermando che ad avere un ruolo cruciale nella morte per asfissia di Floyd siano state anche la posizione delle manette e il fatto che l'uomo avesse il volto schiacciato sull'asfalto.

Black Lives Matter: processo all'agente che uccise Floyd

Si è tenuto lo scorso mese il primo processo per Derek Chauvin, l’agente di polizia accusato di avere provocato la morte di George Floyd, scatenando la giusta protesta della comunità afroamericana e l’esplosione del fenomeno “Black Lives Matter”. In una Minneapolis blindata - come riportato dalla Cnbc news - l’ex agente ha risposto dell’accusa di omicidio di secondo grado e colposo, per la morte di Floyd causata da 9 minuti di pressione sulla vittima con il ginocchio. 

La morte di Floyd ha messo a nudo ferite razziali già dolorose negli Stati Uniti e il suo grido di dolore, 'I can't breath', ha scatenato mesi di proteste a volte violente contro il razzismo e la brutalità della polizia, sia negli Stati Uniti che all'estero. Gli avvocati di entrambe le parti stanno affrontando il difficile compito di trovare giurati che non abbiano già preso una decisione sulla colpevolezza di Chauvin.

Diversi manifestanti davanti al tribunale, molti sostengono cartelli del movimento "Black Lives Matter" e chiedono "giustizia per George Floyd". Gli edifici governativi che si trovano in centro sono stati tutti recintati. Alcuni negozi sono chiusi o hanno le serrande abbassate. Le autorità dicono che si stanno preparando per qualunque sentenze,  con piani per la sicurezza che coinvolgono FBI, polizia dello stato del Minnesota, il dipartimento di polizia di St. Paul e la Guardia nazionale del Minnesota.

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