06 Febbraio 2026
Antonio Filosa, Ceo Stellantis
I risultati preliminari 2025 di Stellantis hanno evidenziato una perdita netta stimata tra 19 e 21 miliardi di euro, condizionata da oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro legati alla svalutazione di piattaforme e modelli BEV. A fronte di tali risultati, il Gruppo ha confermato la sospensione dei dividendi per il 2026, puntando a preservare la solidità finanziaria mentre riposiziona l'offerta su motorizzazioni ibride e termiche avanzate.
Stellantis ha annunciato una profonda riorganizzazione strategica e finanziaria, definita come una vera e propria "reimpostazione" del business per rispondere alle reali preferenze dei consumatori. Il nuovo corso, guidato dal CEO Antonio Filosa, sancisce l’abbandono di una transizione elettrica forzata a favore della "libertà di scelta", con un’offerta bilanciata tra veicoli elettrici, ibridi e motori termici avanzati. Questa svolta, necessaria per correggere una sovrastima del ritmo dell’elettrificazione, ha comportato la rilevazione di oneri straordinari per circa 22,2 miliardi di euro nel secondo semestre del 2025, con uscite di cassa effettive stimate in 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni.
Il peso economico della manovra riflette in larga parte il riallineamento dei piani industriali. 14,7 miliardi di euro sono legati alla revisione del portafoglio prodotti e alle normative sulle emissioni negli Stati Uniti: questa voce include 2,9 miliardi per modelli cancellati, tra cui il Ram 1500 BEV, e 6 miliardi per la svalutazione di piattaforme i cui volumi attesi sono stati drasticamente ridimensionati. Altri 2,1 miliardi riguardano il ridimensionamento della supply chain delle batterie e la razionalizzazione della capacità produttiva. Ulteriori 5,4 miliardi derivano da cambiamenti operativi, tra cui 4,1 miliardi per l'aggiornamento dei fondi garanzia e 1,3 miliardi per ristrutturazioni e riduzione della forza lavoro in Europa.
Nonostante un secondo semestre caratterizzato da ricavi netti tra 78 e 80 miliardi di euro e volumi in crescita del 11%(con 2,8 milioni di unità consegnate), l'impatto degli oneri straordinari ha spinto il Gruppo verso una perdita netta d'esercizio stimata tra 19 e 21 miliardi di euro. Di conseguenza, Stellantis ha confermato che non distribuirà dividendi nel 2026. Per preservare una struttura patrimoniale robusta, che conta su una liquidità industriale disponibile di 46 miliardi di euro (il 30% dei ricavi), il Consiglio di Amministrazione ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride fino a 5 miliardi di euro.
Mentre taglia i rami meno redditizi, l'azienda investe sul futuro con 13 miliardi di dollari stanziati per il mercato americano nei prossimi quattro anni e il lancio di modelli chiave come la Fiat Grande Panda e il ritorno dell'iconico motore V-8 per il RAM 1500. La riorganizzazione sta già producendo benefici tangibili sulla qualità: grazie all'assunzione di 2.000 ingegneri, le segnalazioni di difetti nel primo mese di servizio sono calate del 50% in Nord America e del 30% in Europa. Negli Stati Uniti, la quota di mercato è risalita al 7,9%, mentre in Europa gli ordini nel quarto trimestre hanno segnato un incremento del 23%.
La guidance per il 2026 prevede un percorso di miglioramento sequenziale di tutti i principali indicatori, con ricavi, margini operativi e generazione di cassa attesi in crescita. L’obiettivo del nuovo team manageriale è colmare i gap di esecuzione del passato, puntando su una supply chain più efficiente e su un’allocazione rigorosa del capitale. Tutti i dettagli della nuova visione strategica saranno presentati ufficialmente il 21 maggio durante l’Investor Day, appuntamento che segnerà l'avvio del nuovo piano industriale di Stellantis.
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