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Generalfinance, chiuso il 2025 con utile netto a €28,8 mln (+36%), dividendo a €1,36 per azione (+64%) e crescita core business a doppia cifra

Volumi in forte espansione e qualità del credito confermata: turnover a €3,9 mld e flussi erogati a €3,0 mld, NPE lordo all’1,1% e costo del rischio a 10 bps; migliorate le stime 2027 su utili, ROE e ritorno per gli azionisti

06 Febbraio 2026

Generalfinance, chiuso il 2025 con utile netto a €28,8 mln (+36%), dividendo a €1,36 per azione (+64%) e crescita core business a doppia cifra

Massimo Gianolli, Amministratore Delegato di Generalfinance

Generalfinance, chiuso il 2025 con utile netto a €28,8 milioni (+36%), dividendo a €1,36 per azione (+64%) e crescita core business a doppia cifra. Volumi in forte espansione e qualità del credito confermata: turnover a €3,9 miliardi e flussi erogati a €3,0 miliardi, NPE lordo all’1,1% e costo del rischio a 10 bps; migliorate le stime 2027 su utili, ROE e ritorno per gli azionisti.

Il Consiglio di Amministrazione di Generalfinance, presieduto dal prof. Maurizio Dallocchio, ha approvato i risultati preliminari relativi all’esercizio 2025 presentati dall’Amministratore Delegato Massimo Gianolli, che evidenzia un utile netto pari a 28,8 mln di Euro, in significativa crescita (+36%) rispetto al 2024 e un patrimonio netto pari ad 98,4 mln di Euro.

Massimo Gianolli, Amministratore Delegato di Generalfinance, ha dichiarato: “Nel 2025 abbiamo consolidato il nostro ruolo di operatore leader nel finanziamento del circolante in ambito “Special Situation” e PMI ed abbiamo avviato la nostra prima filiale all’estero, a Madrid. Abbiamo inoltre ampliato la rete commerciale con l’apertura di un ufficio a Roma, al fine di presidiare ancora meglio il mercato del centro-sud, che offre prospetticamente grandi opportunità di sviluppo.

Nell’anno abbiamo registrato un significativo incremento del flusso di erogazioni alle imprese italiane e spagnole, pari a circa 3,0 miliardi di Euro, in aumento del 26% rispetto al 2024 e soprattutto dell’utile netto, che cresce del 36%; ciò a conferma del costante trend di crescita, in un contesto caratterizzato da carenza di liquidità in particolare per le imprese “special situation”, “distressed” e per le PMI, nostro target di clientela. Generalfinance si conferma l’attore protagonista nel mercato del finanziamento alle imprese che attraversano processi di turnaround, con una credibilità e un track record che si sono ulteriormente consolidati nell’esercizio e nel triennio post quotazione.”

Il margine di interesse si attesta a 18,0 milioni di euro, in aumento (+46%) rispetto al 2024 grazie principalmente alla crescita dei crediti erogati. La flessione dei tassi di mercato (Euribor 3 mesi) ha determinato una riduzione parallela sia degli interessi passivi che attivi per la componente di finanziamenti e anticipazioni a tasso variabile, che rappresentano la larga parte del passivo e dell’attivo. Il margine d’interesse è dunque interamente “coperto” dal rischio di tasso, al netto di una componente residuale legata al disallineamento nelle tempistiche di riprezzamento fra i tassi attivi e passivi (c.d. “basis risk”). Nell’anno, il margine d’interesse ha beneficiato, in particolare, dell’effetto volumi (aumento delle erogazioni), di un ulteriore ottimizzazione del costo del funding e del contributo degli interessi da operazioni di smobilizzo di crediti fiscali.

Le commissioni nette sono pari a 48,7 milioni di euro, in crescita rispetto ai 36,4 milioni di euro del 2024 (+34%). In tale ambito, la dinamica delle commissioni attive risente dell’evoluzione particolarmente positiva del turnover (+28% anno su anno) e della tenuta del pricing unitario delle operazioni di factoring, a testimonianza dell’ottima performance commerciale ed operativa della Società nel corso dell’anno.

Il margine di intermediazione ammonta a 66,8 milioni di euro (+37%) mentre le rettifiche nette di valore su crediti ammontano a 2,9 milioni di euro, determinando un costo del rischio, calcolato rapportando le rettifiche all’erogato annuo, pari a 10 basis point. L’aumento del costo del rischio attiene principalmente all’andamento delle rettifiche di valore su crediti classificati in stage 1 e 2, in relazione all’aumento dei volumi di operazioni di factoring e anticipo ordini / contratti.

I costi operativi sono pari a 20,4 milioni di euro (+27% rispetto al 2024). A fine esercizio il numero di dipendenti di Generalfinance si attesta a 87, rispetto ai 77 di fine 2024. I costi del personale aumentano del 20% anno su anno, principalmente per l’incremento dell’organico e dell’ulteriore rafforzamento dei sistemi d’incentivazione a breve e lungo termine. Le altre spese amministrative aumentano del 30%, incorporando costi straordinari relativi ai progetti previsti nel Piano Industriale, oltre a un incremento delle spese per iniziative di marketing e comunicazione.

Tenendo conto della voce delle imposte pari a circa 14,7 milioni di euro, il risultato netto di periodo si attesta pari a circa 28,8 milioni di euro, a fronte di 21,1 milioni di euro registrati nel 2024.

Le attività finanziarie al costo ammortizzato – rappresentate in larga misura da crediti netti verso la clientela – si attestano a 669 milioni di euro, in crescita del 9% rispetto al 31 dicembre 2024, per effetto principalmente dell’incremento del flusso di crediti erogati, passato da 2.394 milioni di euro del 2024 a 3.013 milioni di euro del 2025 (+26%). La percentuale di erogazione complessiva (media fra pro-solvendo e pro-soluto) – rapporto fra erogato e turnover dell’esercizio – è passata dal 79% del 2024, al 78% del 2025. I giorni medi di credito risultano in aumento da 79 del 2024 a 83 del 2025, a testimonianza del profilo di duration dell’attivo estremamente contenuto.

All’interno dell’aggregato, i crediti deteriorati lordi totalizzano 7,4 milioni di euro, con un NPE ratio lordo pari a 1,1% circa, a fronte dello 0,9% del 2024. La copertura dei crediti deteriorati si attesta al 38% circa.

La cassa e le disponibilità liquide – in larga parte rappresentate da depositi a vista verso banche – risultano pari a 122,6 milioni di euro, a testimonianza del prudente profilo di gestione della liquidità; mentre il totale dell’attivo di bilancio ammonta a 842,1 milioni di euro, a fronte di 769,7 milioni di euro di fine 2024.

Le attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico ammontano a 8,3 milioni di euro e sono principalmente rappresentate da quote di OICR che investono in crediti commerciali, con duration residua dell’investimento di circa 3 anni.

Le attività materiali – immobili strumentali e diritti d’uso riferiti a immobili e beni strumentali – sono pari a 5,9 milioni di euro, in riduzione rispetto all’ammontare del precedente esercizio (6,5 milioni di euro nel 2024). Le immobilizzazioni immateriali – principalmente rappresentate dalla piattaforma informatica proprietaria – ammontano a 3,8 milioni di euro, a fronte dei 3,3 milioni del 2024.

Le passività finanziarie valutate al costo ammortizzato, pari a 673,1 milioni di euro, sono costituite da debiti per 519,6 milioni di euro e da titoli in circolazione per 153,5 milioni di euro.

I debiti sono principalmente rappresentati dal finanziamento revolving in pool (261,0 milioni di euro) stipulato con alcune banche italiane, oltre alle altre linee bilaterali con banche e società di factoring, il cui rinnovo per ulteriori 3 anni è avvenuto a dicembre 2024. Inoltre, nella voce viene rilevato il debito netto nei confronti del veicolo General SPV (158,6 milioni di euro) relativo all’operazione di cartolarizzazione in essere. I titoli sono costituti dal prestito obbligazionario senior emesso nel corso del 2025, oltre che da tre prestiti obbligazionari subordinati emessi – tra cui l’ultimo, per 30 milioni di Euro, collocato nel 2025 - oltre che dalle cambiali finanziarie outstanding alla data di bilancio.

Con riferimento a quanto indicato da ESMA nel public statement “Implications of Russia’s invasion of Ukraine on half-yearly financial reports” in data 14 marzo 2022 e alla comunicazione CONSOB del 19 marzo 2022 (“Conflitto in Ucraina: richiami di attenzione Consob agli emittenti vigilati sull'informativa finanziaria e sugli adempimenti connessi al rispetto delle misure restrittive adottate dall'Unione Europea nei confronti della Russia, nonché sugli adempimenti dei gestori di portali on-line”), la Società – nel quadro del costante monitoraggio del proprio portafoglio prestiti – ha posto particolare attenzione, sul fronte geopolitico, agli sviluppi della situazione di conflitto tra Ucraina e Russia, sfociata nell’invasione da parte della Russia del territorio ucraino iniziata in data 24 febbraio 2022 e nell’adozione di sanzioni economiche da parte dell’Unione Europea, della Svizzera, del Giappone, dell’Australia e dei Paesi della NATO nei confronti di Russia e Bielorussia e di alcuni esponenti di tali Paesi. Conflitto e sanzioni hanno avuto, a partire da febbraio 2022, ripercussioni negative significative sull’economia globale, anche tenuto conto degli effetti negativi sull’andamento dei costi delle materie prime (con particolare riferimento ai prezzi e alla disponibilità di energia elettrica e gas), nonché sull’andamento dei mercati finanziari.

In tale contesto, va sottolineato che la presenza diretta di Generalfinance nel mercato russo/ucraino/bielorusso (aree direttamente interessate dal conflitto) è estremamente contenuta, poiché la Società ha rapporti di factoring unicamente con cedenti attivi in Italia. Alla data del 31 dicembre 2025, Generalfinance ha un’esposizione di circa 30.000 euro nei confronti di debitori ceduti aventi sede in Russia, Ucraina e Bielorussia. A partire dall’invasione dell’Ucraina, Generalfinance ha sospeso gli affidamenti relativi a debitori ceduti operanti nei paesi direttamente coinvolti dal conflitto.

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025 si attesta a 98,4 milioni di euro, rispetto a 80,1 milioni di euro al 31 dicembre 2024.

I coefficienti risultano ampiamente superiori ai valori minimi regolamentari previsti dalla Circolare 288 del 2015 emanata da Banca d’Italia.

In data 15 gennaio 2026, Generalfinance ha concluso con successo il private placement di ulteriori obbligazioni unsecured per un importo complessivo di 20 milioni di euro, destinate esclusivamente a investitori qualificati. Le nuove obbligazioni saranno consolidate e formeranno un’unica serie con le obbligazioni in circolazione, denominate “EUR 50,000,000 Senior Unsecured Non-Convertible Notes due 2028” emesse dalla Società in data 17 aprile 2025 e “EUR 30,000,000 Senior Unsecured Non-Convertible Notes due 2028” emesse dalla Società in data 29 settembre 2025. Le nuove obbligazioni hanno, pertanto, i medesimi termini e condizioni dei precedenti prestiti obbligazionari, prevedendo – in particolare – una scadenza ad aprile 2028 e una cedola a tasso fisso del 5,5% annuo, con facoltà per Generalfinance di rimborsare anticipatamente a partire dal 17 aprile 2027.

Le obbligazioni sono state emesse ad un prezzo pari al 100,65% del valore nominale – e sono state sottoscritte da primari investitori istituzionali a conferma della fiducia del mercato nella solidità e nelle prospettive di crescita della Società. Le nuove obbligazioni, la cui data di emissione è stata il 20 gennaio 2026, sono state ammesse alle negoziazioni su Euronext Access Milan.

Aggiornamento delle stime del Piano Industriale   Sulla base dei risultati 2025 nettamente superiori rispetto al Piano Industriale originario approvato nel corso 2025, il Consiglio di Amministrazione, sempre in data odierna, ha approvato un aggiornamento delle stime prospettiche al 2027, in senso migliorativo (“Business Plan Update”).

Le stime aggiornate nel Business Plan Update confermano una traiettoria di crescita sostenuta dei principali indicatori economico-finanziari, accompagnata da un ulteriore rafforzamento della redditività, dell’efficienza operativa e della solidità patrimoniale, a fronte di un profilo di rischio stabile.

Il piano di sviluppo rimane integralmente confermato e si fonda in particolare su cinque pilastri strategici: Consolidamento nel mercato del factoring dedicato alle “Special Situation” con particolare focus nell’ambito “Distressed” italiano, rafforzando la leadership nel factoring per imprese in situazioni di turnaround / tensione finanziaria (ambito in cui Generalfinance evidenzia una quota del mercato potenziale del factoring distressed del 10% circa a fine 2025) e con un turnover in Italia in crescita (Cagr 2024 - 2027 pari al 18%). Sviluppo del mercato “Retail” attraverso la costituzione di una nuova area commerciale focalizzata sullo sviluppo di prodotti di factoring specificamente dedicati alla clientela small business. Espansione internazionale, con l’ingresso nei mercati spagnolo e svizzero.

Diversificazione delle fonti di finanziamento, con linee di credito/funding stabili e diversificate per supportare la crescita.

Sostenibilità integrata nel piano, rafforzando l’impegno a supportare le aziende – prevalentemente manifatturiere e commerciali in special situation – con il relativo indotto a livello territoriale e la digitalizzazione dei processi, al fine di favorire una crescita “low cost”.

Principali obiettivi aggiornati del Piano 2025-2027:

Turnover cumulato 2025-2027: 14 miliardi di euro. Utile netto cumulato 2025-2027: 98 milioni di euro (vs 84 milioni di euro del Piano Industriale iniziale, +17%). Utile netto atteso nel 2027: 37 milioni di euro (vs 32 milioni di euro del Piano Industriale iniziale, +15%). Ritorno per gli azionisti: 52 milioni di euro in dividendi relativi al triennio 2025-2027 (vs 42 milioni di euro del Piano Industriale iniziale, +24%). ROE atteso nel 2027: 38% (vs 34% del Piano Industriale iniziale, +410 bps). Total Capital Ratio atteso nel 2027: 16% (vs 13% del Piano Industriale iniziale, +290 bps). 110 dipendenti (FTE) entro il 2027, con un significativo rafforzamento delle funzioni operative, commerciali e di controllo interno

Evoluzione prevedibile della gestione

La positiva dinamica dell’attività commerciale riscontrata nel 2025 – andamento del turnover, dell’erogato e della base clienti – e il contesto di riferimento favorevole all’attività di Generalfinance consente di guardare con ottimismo all’andamento economico-finanziario della Società nel 2026. La Società si attende infatti risultati in ulteriore crescita rispetto a quelli realizzati nel 2025 ed in linea con gli obiettivi aggiornati e previsti dal Piano Industriale.

In particolare, per il 2026 la Società si attende un turnover in area 4,5 miliardi di Euro, un margine di intermediazione in area 75 milioni di Euro e un utile netto di 32 milioni di Euro.

Si precisa che l’approvazione del progetto di bilancio al 31 dicembre 2025, della proposta di distribuzione e della misura di dividendo da sottoporre all’Assemblea dei soci sarà definita dal Consiglio di Amministrazione nel corso dell'adunanza che si terrà il prossimo 5 marzo.

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