Sabato, 07 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Pensioni, in manovra tempi più lunghi fino a 6 mesi per lasciare prima il lavoro, riscatto della laurea varrà fino a 30 mesi in meno

Il governo ha modificato alcune regole sulle pensioni, che dal prossimo decennio arriveranno con alcuni mesi di ritardo per via delle finestre mobili allungate; il riscatto della laurea, inoltre, varrà di meno

17 Dicembre 2025

Pensioni, in manovra tempi più lunghi fino a 6 mesi per lasciare prima il lavoro, riscatto della laurea varrà fino a 30 mesi in meno

Fonte: Imagoeconomica

Nell’emendamento presentato per modificare la manovra, il governo è intervenuto pesantemente sulle pensioni, prevedendo un progressivo aumento della durata delle finestre mobili e una riduzione dell’efficacia del riscatto della laurea, anche retroattiva, a partire dal prossimo decennio.

Manovra, il governo interviene sulle pensioni: finestre mobili a 6 mesi e riscatto della laurea “sterilizzato”

Il governo ha introdotto alcune importanti modifiche al funzionamento di due diverse parti della legge che regola le pensioni in Italia, la cosiddetta legge Fornero. In entrambi i casi si tratta di cambiamenti che porteranno, dal prossimo decennio, a un ritardo dei primi pagamenti o dell’addio al lavoro di diversi lavoratori.

Nel primo caso si tratta di una modifica alle cosiddette finestre mobili. Si tratta del meccanismo per cui, quando si accede alla pensione anticipata dopo aver versato un certo quantitativo di anni di contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), bisogna aspettare un certo periodo di tempo prima di ricevere effettivamente il primo assegno.

Per i lavoratori privati questo periodo al momento è di tre mesi, ma cambierà a partire dal 2032, quando diventerà di quattro mesi. Nel 2034 diventerà di cinque mesi e infine, nel 2035, diventerà di sei mesi, in linea con quello di alcuni lavoratori pubblici.

L’altra modifica riguarda il riscatto della laurea. Chi ha ottenuto un diploma di laurea può pagare un certo quantitativo di denaro all’Inps per “riscattare” tre, quattro o cinque anni, a seconda dell’ordinamento e del tipo di diploma ottenuto, se triennale o magistrale. In questo modo quegli anni contano come contributi versati, a oggi per intero.

A partire dal 2031, però, il valore di questi contributi sarà ridotto progressivamente: prima di 6 mesi, poi dal 2032 di 12 mesi, dal 2034 di 18 mesi e infine, dal 2035, di 30 mesi. La legge è retroattiva, quindi anche chi ha già riscattato gli studi universitari ma andrà in pensione dopo il 2031 subirà queste decurtazioni.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x