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Crisi energia, Ue verso il razionamento: “Tagli per quattro ore al giorno”

Le difficoltà europee nel garantire un flusso sufficiente di gas ed energia sembrano cagionare proposte sempre più estreme, come quest’ultima della commissione europea

12 Settembre 2022

Crisi energia, UE verso la dittatura energetica: “Tagli per quattro ore al giorno”

4 ore al giorno con luce e gas limitati o assenti: una situazione che sembrerebbe degna di un paese durante la seconda guerra mondiale, oppure qualche poverissima dittatura del terzo mondo. Invece è una situazione che potrebbe riguardarci tutti molto presto, se questo provvedimento sarà accolto è messo in atto dagli Stati membri. Vediamo assieme i dettagli.

Crisi energia, Ue verso la dittatura energetica: “Tagli per quattro ore al giorno” 

La proposta dell'Europarlamento prevederebbe dunque una fascia oraria di 3-4 ore in cui ci sarebbero tagli significativi al consumo di elettricità, da posizionare nelle fasce di maggiore consumo energetico usuale. Una misura che puzza decisamente di autoritarismo. Sembra comunque che la bozza preveda margini di discrezionalità per gli stati membri.

Una ulteriore proposta trapelata dalla bozza consisterebbe in un tetto massimo ai produttori di energia nucleare, rinnovabile o a lignite. L'eccedenza di profitto sarebbe destinata a costituire un fondo di soccorso per le famiglie e le imprese che hanno sofferto maggiormente il contraccolpo del caro-energia. Questa misura potrebbe, a ben vedere, trasformarsi in un boomerang, andando a disincentivare i prodotturi di energia che tengono in piedi le nostre già fragili riserve di energia. Forse lo scopo è quello di combattere la speculazione che ha aumentato mostruosamente il prezzo del gas in questi mesi.

Anche in questo caso, la bozza UE prevede una certa discrezionalità nell'utilizzo che si potrà fare di questo fondo: ciascun Stato membro farà le sue valutazioni su quali settori necessitino di maggiore tutela.

Infine, la proposta di mettere in atto un contribuito di solidarietà temporaneo per l’industria fossile, che sarebbe anche ragionevole se non cozzasse violentemente con la retorica ambientalista spesso adottata delle autorità europee, soprattutto se, come si è visto, è combinata a misure che penalizzano energie pulite come le rinnovabili e il nucleare.

Dunque, aspettiamoci misure sempre più invasive sulla gestione dell'energia da parte delle istituzioni europee.

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