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Selfie ergo sum parte 2, scienza, fede, guerra in Ucraina e genocidio palestinese spiegati da Cartesio: psicopatologie dell'eroe della modernità

Come spiegherebbe Cartesio l'esistenza della guerra in Ucraina e del genocidio palestinese? Non lo spiegherebbe se non in quanto pure 'rappresentazioni' illusorie. L'altro non esiste, ovvero: esiste in funzione del soggetto giudicante (l'io)

02 Gennaio 2026

Selfie ergo sum parte 2, scienza, fede, guerra in Ucraina e genocidio palestinese spiegati da Cartesio: psicopatologie dell'eroe della modernità

Cartesio selfie Fonte: Crayon

Chiarezza ed evidenza, pilastri della scienza moderna, si basano sulla fede. Cartesio non è in grado di "dimostrare" l’esistenza del proprio corpo e della guerra in Ucraina.

Si scrive scienza, si legge fede 

La scienza moderna nasce sotto il segno della mania di persecuzione. Un «genio maligno» potrebbe, secondo Cartesio, ingannarci sulle verità più elementari. La realtà sarebbe illusione, velo di Maya – se non intervenisse il Creatore. Così argomenta Descartes: 2 più 2 fa 4, è evidente. Possiamo escludere, però, che un "astutissimo e potentissimo ingannatore" ci faccia sembrare evidenti cose che non esistono? Questo sospetto verrà estremizzato da Schopenhauer e spopolerà nel Novecento, pensiamo al Brain in a Vat di Putnam e a Matrix. In questi scenari ogni evidenza (o quasi) è falsa. Vedo un cane, quindi c’è un cane è falso in una simulazione virtuale: non c’è affatto un cane reale. Se il mondo è un’opera di finzione illusoria, tutto diventa dubbio e insensato: case, alberi, animali, amicizia, amore, l’altro, il proprio corpo. In uno scenario platonico distopico (dove il demiurgo non è orientato al bene, ma all’inganno), non c’è differenza tra verità e menzogna, tra realtà e fiction, perché tutto è menzogna e fiction.

Se siamo personaggi di una simulazione digitale originaria, non c’è differenza tra una persona in "carne ed ossa" e il personaggio di un cartone animato. Le conseguenze etiche e spirituali di un’impostazione del genere sono dirompenti e spiegano, almeno in parte, perché possa risultare "semplice", a una persona allevata in una onlife violenta, estendere quella violenza al mondo reale, ad esempio sparando ai propri compagni di scuola.

Per sfuggire all’abisso scettico, Cartesio diventa frate. La matematica non si basa su archetipi o convenzioni, ma sulla bontà del Creatore. È Lui il garante di ogni evidenza, anche di quella matematica: 3 + 3 = 6, Amen. Analogamente, credere che gli altri esistano è un atto di fede. Amore, perché stai con me? Tesoro, potresti essere un inganno o un robot di Musk, ma alle mie papille gustative (che forse non esistono) piace il tuo cibo (forse inesistente).

Chiarezza ed evidenza si basano sull’assunto che siano ben riposti, cioè che qualcosa corrisponda loro. Facciamo tutti gli esperimenti che vogliamo, ma se il laboratorio non esiste e i fenomeni ivi osservati sono produzioni oniriche, la scienza perde il monopolio della descrizione oggettiva. Da Scienza Vera a favola collettiva il passo è breve: basta un pizzico di Cartesio e di Schopenhauer.

Teologo mascherato, Cartesio fa uscire Dio dalla porta (per farsi bello con gli scienziati) e lo fa rientrare, dal camino, coi doni (per evitare la fine di Galileo). Quando Jacobi dirà o Dio o il nulla, avrà in mente non solo Spinoza e Kant, ma anzitutto questo schizofrenico. Volendo svecchiare la questione del nichilismo con Hillman, possiamo dire che la nostra epoca si fonda sulla pretesa di garantire la ricchezza del mondo tramite un pensiero senza cuore. Non è un caso se Cartesio morì cercando di spiegare le passioni, elemento mediano tra pensiero e cuore, sensibilità e intelletto.

Cartesio non è in grado di stabilire l'esistenza della guerra in Ucraina

Cartesio è incapace di dimostrare che abbiamo dei corpi e che sia in corso una guerra in Ucraina. Questa, come il genocidio palestinese, è una mia rappresentazione: della sua realtà effettiva, solo Dio può farsi garante. Come dell’esistenza dei palestinesi. Anche se mi recassi sul campo e provassi le pene dell’inferno, per Cartesio queste «rappresentazioni» sarebbero sospette: quante volte abbiamo sognato litigi, guerre e catastrofi che, una volta svegli, si sono rivelate illusioni? Lo stesso potrebbe accadere in stato di veglia… Forse i nostri governanti procedono, con le guerre, sul fondo di un cartesianesimo inconfessato. Pensare che l’altro non esista è il modo migliore per potergli fare quello che ci pare. La "demonizzazione del nemico" a confronto è nulla, giacché presuppone l’esistenza dell’altro. Cartesio fornisce le carte filosofiche per giocare una partita tutta incentrata sull’io, in cui il tu diventa funzione (e finzione) dell’io stesso. È forse un caso che non esista un’etica cartesiana esplicita, ad eccezione della banalissima "morale provvisoria"? Ritengo che un’etica cartesiana ci sia, ma vada dedotta dalla sua metafisica. In fondo, se tu non esisti perché dovrei rispettarti?

Sospetto che Cartesio abbia inventato gli assi per individuare, con certezza di coordinate, il suo corpo e quello della regina di Svezia. Amore, probabilmente non esisti, ma se ti trovo col GPS possiamo andare al ristorante e far finta che tutto vada bene.

Nel prossimo articolo, analizzerò la giustificazione che la fisica cartesiana offre alla scienza sperimentale e all’industria dei secoli a venire.

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