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Daniela Ruggi era incinta? Il mistero su un "test di gravidanza acquistato prima della scomparsa e su un figlio nato in passato, sottratto dal presunto padre"

Nuovo giallo nella morte di Daniele Ruggi, la 32enne si Daniela si sarebbe recata in farmacia per comprare un test di gravidanza quattro mesi prima della scomparsa. In una conversazione con un conoscente, inoltre, avrebbe fatto riferimento a un figlio nato in passato e che, a suo dire, le sarebbe stato sottratto dal presunto padre

12 Febbraio 2026

Scomparsa Daniela Ruggi, trovati 'resti umani e un reggiseno' vicino al casolare in cui abitava la 32enne, possibile svolta nel caso

Daniela Ruggi (social)

A pochi mesi dal ritrovamento del teschio attribuito a Daniela Ruggi, emergono nuovi elementi che aggiungono interrogativi a una vicenda ancora tutta da chiarire: era incinta? E' questa la causa dell'omicidio? Secondo recenti indiscrezioni, la 32enne avrebbe acquistato un test di gravidanza il 24 maggio 2024, circa quattro mesi prima della scomparsa dalle montagne di Vitriola, nel Modenese.

Daniela Ruggi era incinta? "Comprò test di gravidanza prima della scomparsa", spunta mistero "su un figlio nato in passato"

Secondo quanto ricostruito, Daniela si sarebbe recata in farmacia per comprare un test di gravidanza il 24 maggio 2024, ossia quattro mesi prima della scomparsa. Pensava di essere incinta? In una conversazione con un conoscente, inoltre, avrebbe fatto riferimento a un figlio nato in passato e che, a suo dire, le sarebbe stato sottratto dal presunto padre. Circostanze che restano al vaglio degli inquirenti e che, allo stato attuale, non trovano riscontri ufficiali. Resta dunque da chiarire se Daniela potesse realmente essere incinta nei mesi precedenti alla scomparsa o se si trattasse di racconti legati a una condizione di particolare fragilità.

Tra gli elementi al vaglio c’è anche la segnalazione di un uomo, descritto come straniero, che sarebbe stato visto accompagnarla in auto tra luglio e agosto. Si tratta di circostanze su cui gli inquirenti stanno effettuando verifiche, senza che al momento vi siano conferme ufficiali su eventuali responsabilità.

L’avvocato del fratello Alberto Ruggi, Deborah De Cicco, ha precisato che il suo assistito “non ha conoscenza diretta del fatto che Daniela frequentasse degli uomini né tantomeno che qualcuno potesse abusare di lei, anche fisicamente. Quello che posso riferire e che pare sia emerso a livello investigativo è che Daniela certamente fosse molto vulnerabile nell’ultimo periodo prima della scomparsa e che più di uno avesse approfittato della sua debolezza. Per tali motivi, vorrei che cessassero tutte le illazioni e congetture sul mio assistito, che troppo spesso leggo sui social e a livello mediatico, calunnie infinite sul suo conto ed invece ci si concentrasse su tutto questo torbido ‘sottobosco’ in cui Daniela si muoveva. Daniela era una donna fragile e non sempre chi le stava attorno aveva nobili intenti: spero quindi che gli inquirenti abbiano svolto già e ancora di più adesso tutti i dovuti approfondimenti investigativi su questi opachi rapporti”.

Intanto le ricerche proseguono nell’area della Torre Pignone, dove il primo gennaio è stato rinvenuto il teschio attribuito a Daniela Ruggi. Nei giorni scorsi, con l’ausilio di unità cinofile, sarebbero stati repertati nuovi elementi tra il fango nei pressi della struttura. Gli oggetti, posti sotto sequestro, saranno sottoposti ad analisi e comparazione del Dna. Prima di ulteriori accertamenti all’interno della torre, sarà però necessario completare la messa in sicurezza dell’edificio.

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