12 Febbraio 2026
Alfa Romeo 33 Stradale
Giallo su auto Alfa Romeo 33 Stradale da €30milioni scomparsa a Brescia dopo la morte del proprietario Roberto Bersi; la vedova: "ecco chi è stato".
Si tratta di un'auto rarissima, prodotta in meno di 20 esemplari a fine anni '60, che la vedova e i figli dell'industriale lombardo deceduto rivogliono indietro e per questo si sono affidati ad uno studio legale napoletano, quello dei fratelli Sergio e Angelo Pisani.
Sulla vicenda la Procura di Milano ha aperto un'indagine.
E' un mercato florido quello delle auto storiche, con un giro d'affari di centinaia di milioni di euro, esploso a inizio millennio. Inevitabile che richiami "squali" di ogni tipo: imprenditori spregiudicati, trafficanti e veri e propri truffatori. Le cronache internazionali mostrano che non sono rari i casi di vetture o documenti abilmente falsificati, telai contraffatti o clonati, auto preziose scomparse nel nulla.
Definire l'Alfa Romeo 33 Stradale "auto da sogno" non basta a rendere l'idea. Prodotta in meno di 20 esemplari, quando venne messa in commercio, nel 1967, costava 10milioni di vecchie lire: in quegli anni lo stipendio medio annuo di un operaio non superava 1milione e mezzo.
Veloce, leggera, scattante, elegante, l'auto conquista subito Roberto Bersi, industriale lombardo appassionato di motori, che l'acquista. "Telaio n. 75033102 – targa LE152482", precisa la vedova ai legali Sergio e Angelo Pisani mostrando documenti e raccontando che per tenerla al meglio il marito l'aveva poi affidata a quello che da sempre considerava un amico, tra i maggiori esperti del settore, conosciutissimo nell'ambiente dei motori, "perché disponeva e tuttora dispone di un garage attrezzato per la manutenzione e la conservazione di auto d’epoca".
Gli anni passano e non di rado - precisa la vedova - siamo stati al garage per controllare l'auto. Tutto normale, insomma, almeno fino a quando, a poco meno di 70 anni, nel 2021, l'industriale lombardo muore.
La sua famiglia si trova adover affrontare il lutto e le incombenze legate alla successione, poco dopo la vedova scopre di avere una grave malattia. E' in questi frangenti che il titolare del garage in cui era custodita l'auto li porta a conoscenza "di una presunta vendita avvenuta negli anni ’90 in favore di soggetti francesi producendo una fattura del 30.10.93 di una concessionaria di Marsiglia che allego - scrive la vedova Bersi nella denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Milano - Tale narrazione, a riprova della sua falsità, è apparsa dopo decenni solo quando mio marito non era più in grado di difendersi o smentire tali bugie - è riportato nella denuncia - È logicamente impossibile che l’auto fosse stata venduta nel 1993 e sia rimasta per decenni intestata a mio marito, così come non è credibile che acquisendola i francesi senza alcuna trasparenza e trascrizione documentale, l’abbiano addirittura lasciata custodita in Italia (...). L’esportazione in Europa risulta infatti da certificazione Pra solo a far data dal 06.12.23".
La vedova nella denuncia - che sta avendo l'effetto di un ciclone nel giro internazionale delle auto d'epoca - fa nomi e cognomi delle persone coinvolte, delinea ruoli e responsabilità, e allega documenti. "Tra febbraio e aprile 2023, io e i miei figli siamo stati sottoposti a pressioni costanti ed intimidatorie per costringerci a firmare atti diretti alla cessione del veicolo contro la nostra volontà", accusa la vedova Bersi che lancia un appello a chi frequenta il mondo dei motori: "Preghiamo chiunque avesse informazioni sul veicolo, oppure lo avvistasse, di segnalarlo ai legali, gli avvocati Angelo e Sergio Pisani di Napoli e l'avvocato Francesco Sacchetti di Milano".
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