05 Gennaio 2026
Daniela Ruggi (social)
L’inchiesta sulla scomparsa di Daniela Ruggi potrebbe arrivare alla svolta: vicino al casolare in cui abitava sono stati ritrovati resti umani e abbigliamento intimo femminile. Il ritrovamento risale al 1° gennaio 2026, quando due escursionisti hanno notato delle ossa e un dettaglio che ha immediatamente fatto scattare l’allarme: accanto ai resti c’era un indumento intimo femminile.
All’interno di un casolare abbandonato a Vitriola, nel territorio di Montefiorino, sono stati rinvenuti resti umani, come anticipato da Chi l’ha visto? e confermato dai carabinieri. Un particolare che, unito alla posizione del casolare — non lontano dalla casa di Daniela Ruggi, scomparsa nel settembre 2024 — ha fatto subito pensare a lei.
L’area è stata subito isolata e messa sotto sequestro. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti scientifici, ma solo l’analisi del Dna potrà stabilire se quei resti appartengano davvero alla 32enne.
La sparizione di Daniela è uno dei casi più enigmatici degli ultimi anni nell’Appennino modenese. La donna era svanita nel nulla dalla sua abitazione di Vitriola, dando il via a ricerche estese tra boschi e zone impervie, senza alcun risultato. Da allora, nessuna traccia concreta.
Nel corso delle indagini, l’unico iscritto nel registro degli indagati era stato Domenico Lanza, residente a Polinago e soprannominato “lo Sceriffo” per la sua passione per le armi. L’uomo era stato arrestato il 5 dicembre 2024 dopo una perquisizione scattata in seguito a una sua apparizione televisiva, durante la quale aveva mostrato biancheria appartenente a Daniela. In casa, però, i carabinieri avevano trovato solo armi irregolari, motivo per cui Lanza era finito in carcere. Per quel reato aveva poi patteggiato un anno e mezzo con pena sospesa, mentre l’obbligo di firma era stato revocato.
Il suo avvocato, Fausto Gianelli, aveva recentemente chiesto l’archiviazione, sostenendo che non esistessero elementi concreti contro il suo assistito. Secondo il legale, anche la Procura avrebbe riconosciuto l’assenza di prove a carico di Lanza.
Nel frattempo, gli investigatori avevano effettuato controlli anche nell’abitazione di Alberto Ruggi, fratello di Daniela. Una conoscente della donna aveva raccontato ai giornalisti di aver assistito a due litigi tra i fratelli, durante i quali Alberto avrebbe strattonato Daniela. L’uomo aveva respinto con decisione ogni accusa, spiegando di aver sempre cercato di aiutarla.
“Viveva ultimamente in condizioni trascurate, ma ha sempre rifiutato il mio aiuto, così come quello di tutti – aveva dichiarato –. Ho segnalato subito la sua scomparsa ai carabinieri quando ho visto che non tornava. Non accetto di essere descritto come non sono”.
Alberto aveva poi rivolto un appello pubblico alla sorella, chiedendole di tornare a casa e ribadendo che lui, la madre e l’altra sorella speravano ancora di rivederla viva.
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