Giovedì, 12 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

I militari italiani chiedono anche loro giustizia, come negli USA, dopo le imposizioni Covid e il vaccino sperimentale obbligatorio

La rivolta silenziosa dei militari italiani contro l’ingiustizia pandemica, la storia e l'attivismo del maresciallo Billeci, invalido dopo il servizio e senza diritti

12 Febbraio 2026

I militari italiani chiedono anche loro giustizia, come negli USA, dopo le imposizioni Covid e il vaccino sperimentale obbligatorio

Vaccino (fonte foto Lapresse)

Anche in Italia militari, forze dell’ordine ed ex appartenenti ai corpi dello Stato chiedono che le ingiustizie subite durante la pandemia vengano riparate. Una mobilitazione nata dal basso che ricalca quanto sta accadendo negli USA. Costruita da chi ha pagato conseguenze pesanti per l’obbligo vaccinale imposto come condizione per lavorare, senza valutazioni e analisi mediche individuali e senza tener conto di storie cliniche compromesse dal Covid contratto in servizio. A questi corpi dello Stato sono stati imposti vaccini sperimentali mai usati prima nella storia.

Negli Stati Uniti il sottosegretario della Marina, Hung Cao, ha firmato una lettera ufficiale di scuse rivolta ai militari allontanati per il rifiuto della vaccinazione anti-Covid. Un atto che ha riconosciuto un trattamento ingiusto e una frattura con l’etica militare.

Le associazioni di ex militari italiani chiedono un’ammissione simile: il riconoscimento degli errori, la cancellazione delle sanzioni, il ripristino dei diritti e il rispetto per chi ha servito lo Stato nei momenti più duri dell’emergenza sanitaria. In Italia, invece, restano aperti procedimenti disciplinari, carriere bloccate, ferie decurtate e contenziosi giudiziari.

Uno dei volti più noti di questa battaglia è Marco Billeci, maresciallo dei Carabinieri che, a inizio 2020, venne inviato nelle zone di Codogno, Lodi e Bergamo, nel pieno dell’esplosione dei contagi. Billeci presidiava strade e aree rosse mentre l’Italia veniva colpita duramente. Durante il servizio contrasse il virus. Un collasso improvviso lo portò in ospedale, dove lottò tra la vita e la morte per 47 giorni.

Billeci è sopravvissuto, ma il Covid gli ha lasciato danni permanenti: un polmone funziona a metà, il cuore presenta lesioni e aritmie. In queste condizioni ha affrontato oltre 500 giorni di malattia e poi il congedo per causa di servizio, con il riconoscimento di un’invalidità dell’85 per cento. Nonostante il quadro clinico, l’amministrazione pretese la vaccinazione come requisito per il lavoro, in un contesto normativo che non ammetteva alternative.

Billeci ha rifiutato l’inoculazione per ragioni mediche e giuridiche e ha subito pressioni e contestazioni. Ha ottenuto un’esenzione sanitaria limitata nel tempo, come se la sua patologia potesse scadere per legge. Il Ministero dell’Interno ha respinto anche la richiesta di riconoscimento come vittima del dovere, sostenendo l’assenza di condizioni straordinarie nelle aree di Codogno e Bergamo nel 2020.

Oggi Billeci, autore del libro Zona rossa. «Usi obbedir tacendo...» (2023), edito da Il Cuscino di Stelle, è uno dei volti più attivi della mobilitazione che chiede lo stesso rispetto dato ai militari americani. Con lui le associazioni OSA Polizia e OSA Italia. La sua storia rappresenta quella di molti altri uomini e donne in divisa, trattati come strumenti e poi accantonati. Il prezzo pagato da questi militari è una ferita profonda che attende una risposta diversa dallo Stato.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x