02 Febbraio 2026
Dott.ssa Michelina Grillo
La manifestazione svoltasi recentemente presso la Camera dei Deputati a Roma il 26 gennaio 2026, in occasione del Premio della Fondazione Grillo, si è configurata come un momento di alto valore morale, un atto di memoria necessario e profondamente sentito dedicato ai prigionieri italiani internati, Uomini troppo a lungo consegnati al silenzio della storia.
Dopo l’8 settembre 1943, furono strappati alla propria Patria, privati di ogni tutela giuridica, deportati nei campi di internamento e condannati a una prigionia disumana non per aver combattuto, ma per aver scelto di non rinnegare sé stessi.
In quei luoghi di dolore e di annientamento, i prigionieri italiani internati conobbero la fame, il freddo, la fatica senza fine e l’umiliazione quotidiana. Eppure, in mezzo alla violenza e alla privazione, seppero opporre una resistenza silenziosa, fatta di dignità, solidarietà, fedeltà a valori che nessuna costrizione riuscì a spezzare. Molti non fecero ritorno, altri tornarono segnati nel corpo e nell’anima, spesso accolti dalla incomprensione e dall’oblio.
Ricordarli non è soltanto un dovere storico, ma un atto di profonda giustizia morale. La manifestazione annuale promossa dalla Fondazione Premio Grillo della quale la Dott.ssa Michelina Grillo ne è Presidente nazionale, assume, in questo senso, il valore di una restituzione: restituzione di voce a chi non l’ha avuta, restituzione di dignità a chi è stato cancellato dai racconti ufficiali, restituzione di memoria a un Paese che deve a questi Uomini una parte essenziale della propria libertà.
Nel raccoglimento e nella condivisione che hanno caratterizzato l’importante evento storico-culturale, la memoria dei prigionieri italiani internati è tornata ad essere presenza viva, monito e testimonianza. Non un ricordo distante, ma una ferita che interpella le coscienze, soprattutto quelle delle nuove generazioni. La Fondazione Grillo, con il suo impegno costante custodisce questa memoria fragile e preziosa opponendosi al rischio della dimenticanza e dell’indifferenza.
Questa manifestazione non è soltanto un appuntamento commemorativo, è un gesto di responsabilità verso il passato e il futuro. Finché i prigionieri italiani internati saranno ricordati, finché i loro nomi, le loro sofferenze e il coraggio continueranno ad essere pronunciati, la loro scelta di dignità non sarà stata vana e la loro storia continuerà a vivere nella coscienza collettiva del nostro Paese.
Di Fulvio Pironti
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