01 Febbraio 2026
In ventimila avevano sfilato per le strade di Genova, lo scorso 22 settembre, dal porto sino a piazza De Ferrari. Un fiume di gente che chiedeva la cessazione dei bombardamenti su Gaza, che gridava il proprio supporto alla Global Sumud Flotilla, le imbarcazioni partite alla volta della striscia per portare aiuti al popolo palestinese allo stremo. E uno stop immediato a imbarchi e sbarchi di merci riconducibili a Israele nei porti italiani.
Quel giorno, quando il corteo si era mosso, un centinaio di persone si erano staccate e avevano cercato di arrivare al casello autostradale di Genova Ovest. Nessuno scontro, nessuna tensione, ma una mezz’ora con i manifestanti seduti davanti alle forze di polizia. Ora per quella parentesi gli investigatori della Digos hanno denunciato alla Procura 87 di quei dimostranti, fra i quali anche un avvocato molto attivo nel settore delle cause di natura sociale.
Gli viene contestato il reato di blocco stradale, introdotto dal decreto sicurezza dell’aprile 2025. In precedenza si trattava di un comportamento sanzionato amministrativamente. Ora invece il bloccare una strada usando come ostacolo il proprio corpo è un illecito penale a tutti gli effetti che, se commesso in più persone, può portare in caso di condanna alla pena della reclusione da 6 mesi fino a 2 anni. La Procura ora dovrà valutare le singole posizioni e responsabilità. La Digos ha anche accusato alcuni di quei manifestanti di aver realizzato con la vernice spray, sempre quel giorno, alcune scritte davanti alla sede del gruppo armatoriale della famiglia Cosulich. Che il 22 settembre avrebbe dovuto far attraccare una nave diretta a Tel Aviv, decidendo però di rinviare le operazioni.
Gli investigatori sono arrivati alle denunce attraverso il materiale video girato dalla Digos, confrontando le immagini con altre delle telecamere di sorveglianza. Diverse fra le persone coinvolte sono già conosciute alle forze di polizia per altri episodi legati a contestazioni.
Quel giorno la manifestazione di Genova si era affiancata a quella di tante altre città, nell’ambito di uno sciopero indetto dal sindacato Usb. Ma da settimane il capoluogo ligure era diventato uno dei centri nevralgici della protesta contro l’eccidio di palestinesi perpetrato dall’esercito israeliano. È a Genova che l’associazione Music for Peace, con la collaborazione dei portuali del Calp, aveva raccolto quasi 400 tonnellate di aiuti da portare a Gaza.
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