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Crans-Montana, l'autopsia su Chiara Costanzo e Achille Barosi: morti entrambi a 16 anni per asfissia da inalazione di fumi tossici

Le autopsie chiariscono la morte di Chiara Costanzo e Achille Barosi: i due sedicenni milanesi sono deceduti per asfissia da fumi tossici nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana

23 Gennaio 2026

Chiara Costanzo e Achille Barosi

Chiara Costanzo e Achille Barosi, fonte: Instagram

Anche i 16enni Chiara Costanzo e Achille Barosi, morti insieme nella strage di Capodanno di Crans-Montana, così come Emanuele Galeppini, sono stati uccisi dall'asfissia dovuta all'inalazione di fumi tossici, non dalle fiamme o dallo schiacciamento, come si pensava in precedenza. L'autopsia disposta dalla procura di Roma è stata quindi risolutiva per comprendere le reali cause del decesso dei giovanissimi.

Crans-Montana, l'autopsia su Chiara Costanzo e Achille Barosi: morti entrambi a 16 anni per asfissia da inalazione di fumi tossici

Non sono morti schiacciati dalla folla, né calpestati nel caos. Chiara Costanzo e Achille Barosi, i due sedicenni milanesi deceduti nell’incendio scoppiato la notte di Capodanno nel locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, sono morti per asfissia da inalazione di fumi tossici. È questa la prima, tragica verità emersa dalle autopsie eseguite il 22 gennaio sulle salme dei due ragazzi.

Gli esami, disposti dalla Procura di Milano su delega di quella di Roma, hanno evidenziato la presenza diffusa di fuliggine lungo le vie respiratorie, dal naso fino ai polmoni, passando per faringe, laringe ed esofago. Un dato che conferma come i giovani fossero vivi durante l’incendio e abbiano respirato a lungo i fumi sprigionati dal rogo. Le ustioni riscontrate, scarse sul corpo di Chiara e più estese su quello di Achille, non sono state ritenute causa del decesso.

Secondo i primi rilievi medico-legali, i due adolescenti si sarebbero trovati nel seminterrato del locale, e non sulla scala che conduceva all’unica uscita principale, un elemento chiave per la ricostruzione della dinamica della tragedia. Ulteriori risposte sono attese dagli esami tossicologici e istologici, che chiariranno quali sostanze siano state fatali: le ipotesi principali restano il monossido di carbonio, rilevabile tramite la carbossiemoglobina nel sangue, e i cianuri, potenzialmente sprigionati dalla combustione di grandi quantità di materiale plastico presenti nel locale.

L’avvocato Vinicio Nardo, legale della famiglia Costanzo, ha sottolineato l’importanza dell’autopsia come strumento imprescindibile nelle indagini, criticando la mancata esecuzione immediata degli esami in Svizzera: “È un atto dovuto, soprattutto in casi come questo, perché fornisce elementi fondamentali anche in una fase successiva”.

Intanto, la Procura svizzera, guidata dalla procuratrice Beatrice Pilloud, prosegue l’inchiesta per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Indagati i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti: lui è in detenzione preventiva, con possibilità di rilascio su cauzione, lei sottoposta a divieto di espatrio. Sono già circa 130 le parti civili costituite. Chiara e Achille fanno parte delle 40 vittime dell’incendio, tra cui sei giovani italiani.

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