23 Gennaio 2026
Spiagge e porticcioli distrutti, allagamenti e strade devastate, infrastrutture compromesse: dopo oltre tre giorni di Ciclone Harry abbattutosi sulle coste del Sud Italia, si contano ora i danni ingenti. Con raffiche di vento oltre i 100 km/h - e, in alcun zone ioniche, superiori anche ai 120 km/h -, mareggiate, piogge battenti e tempeste, il ciclone Harry ha preso di mira soprattutto le Regioni di Sardegna, Sicilia e Calabria.
La situazione meteorologica critica è iniziata il 18 Gennaio scorso per assestarsi solo nelle ultime ore. Numerosi video, girati da abitanti locali o dalla Protezione Civile, mostrano le devastazioni registrate sulle coste sarde, siciliane e calabresi: una conta dei danni che, al momento, supera i due miliardi di euro, con la Sicilia che da sola registra una stima di oltre un miliardo. La prossima settimana è prevista la riunione urgente del Consiglio dei Ministri per la nomina dei Commissari per l'emergenza.
Fortunatamente i protocolli attivati dalla Protezione civile in materia di prevenzione ed evacuazione delle zone più a rischio hanno funzionato: non si sono registrate vittime. Così come tempestive sono state le attività dei Vigili del Fuoco: circa 2800 gli interventi in tutto il territorio colpito. Spiagge cancellate, stabilimenti balneari spazzati via, strutture ricettive danneggiate; il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha già promesso un primo stanziamento di 70 milioni di euro, di cui 50 subito disponibili, annunciando lo stato di calamità regionale.
Il ciclone Harry ha provocato precipitazioni con valori di oltre 500mm, e in provincia di Catanzaro si è registrato il picco più elevato: a San Sostene la pioggia ha accumulato 569,9 mm. Altezza delle onde pari a 10 metri a Catania, e di 7,50m a Capo Colonna, nel Crotonese. La condizione meteo estrema è stata però registrata anche nel sud-est della Grecia, dove il ciclone ha causato due vittime.
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