09 Marzo 2026
Cosenza, 9 mar. (askanews) - L'Università della Calabria e l'Ospedale Civile dell'Annunziata di Cosenza hanno presentato nei giorni scorsi due nuovi sistemi robotici con intelligenza artificiale destinati a potenziare in modo significativo il parco tecnologico della struttura pubblica e ad aprire una nuova fase per la chirurgia e la diagnostica avanzata nel Mezzogiorno. L'obiettivo è infatti quello da una parte di formare i futuri medici all'uso di queste nuove tecnologie, dall'altra trasformare la Calabria in un polo sanitario capace di attrarre pazienti da altre regioni grazie a competenze e tecnologie d'avanguardia.
"Le difficoltà - ha osservato Gianluigi Greco, rettore Università della Calabria - sono tante, ma c'è soprattutto una grande sinergia in questo momento che ci consente di superare gli ostacoli e di guardare avanti, al bene dei nostri territori e al cercare di portare una sanità migliore. Certamente l'università è molto attenta alla dimensione della formazione, lo sono io personalmente. In termini di dimensione culturale credo che il nostro futuro siano davvero i nostri giovani e allora vogliamo avere dei laureati di grande livello, ma vogliamo avere anche degli specializzandi che possano prestare qui il loro servizio e crescere nella loro professione".
Il primo sistema robotico, chiamato ION, è destinato alla diagnosi dei tumori del polmone, ed è in grado di vedere noduli polmonari di dimensioni millimetriche, anche in posizioni normalmente irraggiungibili.
"In questo modo - ha detto Maria Raffaella Ambrosio, direttore U.O. Anatomia Patologica Azienda Ospedaliera di Cosenza - noi riusciamo ad essere dei patologi interventisti, perché riusciamo a dare il nostro contributo immediatamente in sede interoperatoria, quindi se noi riusciamo a dire che siamo di fronte ad una neoplasia e che tipo di neoplasia è immediatamente il paziente può essere sottoposto contemporaneamente ad intervento chirurgico. Questo riduce i tempi, riduce le liste d'attesa e riduce anche lo stress psicologico per il paziente".
Il secondo sistema robotico, chiamato invece SP, è destinato alla chirurgia mini-invasiva.
"Ci permette - ha detto Franca Melfi, direttore Chirurgia Toracica Azienda Ospedaliera di Cosenza - di fare interventi anche molto complessi, ma con una piccola incisione, non più grande di 2,7 cm. L'altro prevede quattro incisioni. Ovviamente siamo ancora in una fase in cui diversifichiamo le indicazioni, ma in modo particolare ne beneficiano per esempio le donne, la ginecologia. Questi due sistemi sono la testimonianza dell'integrazione tra le due anime, quella accademica e quella ospedaliera".
Quanto al fronte gestionale la visione di lungo periodo, evidenziata dal direttore generale Vitaliano De Salazar, è quella di fare dell'ospedale una comunità di professionisti capace di coniugare organizzazione, efficienza e sicurezza, con l'obiettivo di farlo diventare un polo chirurgico guida per il Sud Italia che abbia l'innovazione come metodo strutturale di sviluppo.
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