08 Marzo 2026
25 anni sono trascorsi dall'ingresso delle donne nell'Arma dei Carabinieri, dove il personale femminile non è una semplice presenza ma una colonna portante e il valore professionale non ha genere. In occasione della Festa della donna, che ricorda che ogni risultato raggiunto non è un regalo ma una conquista, e che in molte realtà - sociali, culturali, produttive - resta ancora molta strada da percorrere per la parità effettiva, Il Giornale d'Italia ha intervistato una donna dell'Arma dei Carabinieri, il maresciallo Ludovica Cruciani Arcieri, 23 anni, origini siciliane, in servizio alla Stazione di Amalfi (Sa) comandata dal Luogotenente Marco Marcocci - Compagnia di Amalfi guidata dal Capitano Alessandro Bonsignore.
"Celebrare oggi la Festa della Donna per noi Carabinieri ha un significato profondo. Proprio quest'anno festeggiamo un traguardo importante: sono passati 25 anni da quando, grazie alla Legge 380 del 1999, le donne hanno fatto il loro ingresso nell'Arma.
In questo quarto di secolo non siamo state semplici 'ospiti', ma protagoniste di un’evoluzione naturale. Siamo partiti dai primi reclutamenti nel ruolo Ufficiali e oggi, su oltre 108mila Carabinieri, circa 10mila sono donne. Siamo presenti ovunque: dalle Stazioni territoriali — che sono il cuore pulsante del nostro servizio — fino ai reparti investigativi, addestrativi e specializzati".
"Mi chiedono spesso se ci sono differenze nel percorso di carriera. La risposta è semplice: no. L’avanzamento di carriera, la formazione e l’addestramento sono identici per uomini e donne. Indossiamo la stessa divisa e affrontiamo le stesse sfide.
Oggi una donna nell'Arma può essere paracadutista del Tuscania, una subacquea, pilota di elicotteri. Non esistono ruoli preclusi o 'percorsi rosa': esiste la competenza, la dedizione e lo spirito di sacrificio che accomuna ogni Carabiniere, indipendentemente dal genere".
"C'è un ambito in cui la nostra sensibilità di donne può fare la differenza: la gestione dei casi di violenza di genere e sui minori. In questi contesti, il personale femminile svolge un ruolo cruciale. Non è solo una questione di protocolli, ma di empatia: riuscire a instaurare un clima di fiducia con una vittima che ha subito traumi profondi è il primo passo verso la giustizia. La nostra specializzazione ci permette di accogliere queste fragilità con una delicatezza particolare, offrendo non solo protezione legale, ma anche il supporto umano necessario per sentirsi finalmente al sicuro.
Il nostro impegno, però, inizia molto prima della denuncia. Crediamo fermamente che la prevenzione sia la nostra arma più efficace. Per questo dedichiamo tantissimo tempo alla cultura della legalità nelle scuole.
Incontrare i ragazzi, parlare con loro di rispetto e di uguaglianza, significa gettare i semi per una società dove la violenza non sia più un'opzione. Vedere lo sguardo di una studentessa che vede in me un punto di riferimento, o magari il proprio futuro professionale, è una delle soddisfazioni più grandi del mio ruolo di Maresciallo".
"In conclusione, il messaggio che l'Arma vuole lanciare in questa giornata è di vicinanza e di apertura. Siamo cittadine tra i cittadini, al servizio di tutti.
Alle giovani donne che guardano a questa carriera dico: non abbiate paura di sognare in grande. L'Arma è una grande famiglia dove il merito e la passione non hanno genere.
Buona festa della donna a tutte!".
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