10 Marzo 2026
Roma, 10 mar. (askanews) - Risparmi per il Servizio Sanitario Nazionale e un ruolo importante di supporto al sistema nelle situazioni di carenza di farmaci. Sono solo alcuni dei vantaggi consentiti dall'importazione parallela dei farmaci, ovvero l'acquisto legale di medicinali originali da un altro Stato membro dell'UE o dello Spazio Economico Europeo, dove costano meno, per rivenderli a un prezzo inferiore nel mercato nazionale. Autorizzati da AIFA, questi farmaci sono identici per qualità e composizione, garantendo un risparmio per pazienti e Servizio Sanitario Nazionale. Ma è un settore il cui sviluppo in Italia resta ad oggi nettamente sotto la media europea: tra le criticità l'assenza di incentivi e i tempi lunghi di rilascio delle autorizzazioni.
"L'importazione parallela - ha detto Gian Maria Morra, CEO di GMM Farma e presidente Affordable Medicines Italia - offre dei benefici molto importanti alla luce del crescente costo della spesa sanitaria per il nostro Paese. Innanzitutto, offre un aumento della concorrenza all'interno del mercato farmaceutico, quindi un abbassamento graduale del prezzo dei medicinali. Inoltre rende il mercato farmaceutico molto più elastico. Quindi contribuisce a mitigare le carenze di medicinali offrendo risparmi a farmacie e al Servizio sanitario nazionale".
Nel 2024 il settore europeo dell'importazione parallela ha registrato un valore in termini di fatturato di 7,7 miliardi di euro, facendo registrare annualmente risparmi tra i 5-7 miliardi di euro per i servizi sanitari in Europa. Ma in Italia rappresenta una quota ancora molto esigua e marginale rispetto ad altri Paesi europei, dove il settore è maggiormente incentivato. Per questo gli attori del settore chiedono interventi puntuali.
"Chiediamo una definizione di parallel trade, ovvero di distribuzione indipendente - ha aggiunto il CEO - nel nuovo Testo Unico della legislazione farmaceutica. È necessario stabilire i criteri oggettivi per i blocchi all'export dei medicinali che partono dalla tutela della salute dei cittadini, ma al tempo stesso diano certezza negli investimenti alle aziende. È doveroso lo sconto minimo del 7 per cento dei medicinali importati, in quanto limita lo sviluppo del settore. Inoltre è necessario ridurre drasticamente i tempi di autorizzazione dei nuovi medicinali importati, che quasi sempre superano i dodici mesi, e questo rappresenta un limite enorme per la crescita del nostro settore".
Ad oggi le importazioni parallele in Italia sono solo l'1 per cento delle vendite complessive di farmaci, a fronte di una media europea del 5 per cento: aumentando la quota si potrebbero generare molti più risparmi per il Sistema sanitario. Uno recente studio ha ad esempio dimostrato che, applicando le percentuali delle vendite parallele sull'intero valore dei farmaci di fascia A venduti nel 2023, si sarebbe potuto conseguire un risparmio possibile di circa 239 milioni di euro.
"È importante fornire un quadro normativo certo - ha concluso Morra - che permetta alle aziende del settore di investire e al tempo stesso permettere uno sviluppo dei benefici che il nostro settore può offrire".
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