13 Gennaio 2026
Polizia, fonte: imagoeconomica
Nel contesto della sicurezza pubblica - da tempo criticata aspramente a causa del tasso di violenze in aumento - si registra una svolta concreta con l’arrivo di 3.500 nuovi poliziotti destinati alle città più colpite rappresenta il segnale che finalmente il governo sta facendo qualcosa per restituire tutela ai cittadini e protezione a chi lavora ogni giorno in prima linea. L’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna ha, difatti, riportato brutalmente al centro del dibattito il tema della sicurezza in Italia, segnata da un’escalation di aggressioni, violenze nelle stazioni, sui treni e nelle aree urbane più esposte.
La morte del capotreno Alessandro Ambrosio, ucciso senza un apparente movente mentre svolgeva il proprio lavoro, è diventata il simbolo di un clima di insicurezza diffusa. Non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesimo atto di una lunga sequenza di aggressioni che coinvolgono lavoratori dei trasporti, passeggeri, forze dell’ordine e semplici cittadini. Le stazioni ferroviarie, da Roma Termini a Milano Centrale, sono sempre più spesso teatro di violenze, rapine e accoltellamenti. Da Milano a Bologna, passando per Firenze, Roma e Napoli, il quadro è simile. Quartieri periferici abbandonati, trasporti pubblici insicuri, zone franche dove la criminalità agisce con crescente spavalderia. A pagare il prezzo più alto sono i lavoratori esposti come capotreni, controllori, autisti e operatori della sicurezza, spesso lasciati soli di fronte a situazioni esplosive.
In questo scenario si inserisce l’arrivo di 3.500 nuovi agenti, con un rafforzamento mirato delle questure, dei commissariati e delle specialità operative. A Milano sono previsti 123 poliziotti, a Bologna 118, a Firenze 61, mentre Roma riceverà 470 unità. Particolare attenzione viene riservata alla Polizia ferroviaria, alla Polmetro e alla Polizia stradale, chiamate a presidiare stazioni, treni, metropolitane e arterie principali.
Dopo anni di organici ridotti e presidi insufficienti, l’invio di nuovi agenti viene percepito come una risposta necessaria a un’emergenza reale. Il rafforzamento delle forze dell’ordine arriva in un momento in cui cittadini e lavoratori chiedono protezione, non slogan.
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