09 Gennaio 2026
Alessandro Ambrosio Fonte: X @CriminImmigratl
È stato trovato un coltello nel luogo dell’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, ucciso a Bologna. L’arma sarebbe compatibile con il percorso di fuga dell’indagato, il croato Marin Jelenic. Dai primi esiti dell’autopsia emerge la violenza del colpo mortale: la “lama penetrata fino al manico” ha provocato una ferita larga 4 centimetri.
Nel corso di un nuovo sopralluogo effettuato ieri nell’area della stazione ferroviaria di Bologna dove è stato ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio, gli investigatori hanno rinvenuto un coltello. L’arma è stata trovata in una zona compatibile con il tragitto che l’indagato, il cittadino croato Marin Jelenic, avrebbe percorso per allontanarsi dopo, in ipotesi, aver assassinato il giovane bolognese.
Secondo quanto si apprende, il coltello sarebbe stato individuato più o meno nel punto in cui Jelenic si sarebbe nascosto per evitare di essere visto da una persona che stava sopraggiungendo in direzione opposta e che successivamente ha chiamato i soccorsi. Il delitto si è consumato nella stradina che collega il piazzale ovest della stazione con il parcheggio riservato ai dipendenti.
Per accertare se si tratti effettivamente dell’arma del delitto saranno necessari ulteriori esami tecnici. Gli inquirenti dovranno procedere con verifiche scientifiche, probabilmente con avvisi alle parti e in contraddittorio, concentrandosi su impronte digitali e analisi genetiche, oltre al confronto tra eventuali tracce di sangue presenti sull’arma e quello della vittima. Intanto continuano le indagini della squadra mobile, coordinate dalla Procura. Oggi a Brescia, territorio in cui l’indagato è stato fermato il 6 gennaio, è in programma l’udienza di convalida.
Intanto emergono dettagli drammatici dall’autopsia eseguita ieri fino a sera. La coltellata che ha ucciso Alessandro Ambrosio è risultata particolarmente profonda: la lama sarebbe penetrata probabilmente fino all’impugnatura. Dai primi esiti dell’esame autoptico, svolto dalla medico legale Elena Giovannini su incarico del pm Michele Martorelli, è stata riscontrata una ferita larga circa 4 centimetri.
La lama avrebbe raggiunto l’arteria polmonare, provocando un massiccio sversamento di sangue che ha causato il decesso in pochissimo tempo. I primi riscontri tecnici confermano dunque la violenza dell’unico colpo inferto alle spalle, capace di perforare i vestiti della vittima e di risultare immediatamente letale.
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