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Vaccino minori disposto dal giudice. Un altro caso della IX sezione del Tribunale di Milano: 13enne vaccinato contro la volontà del padre, con consacrazione dell’alienazione parentale

Una situazione che ormai rasenta l’incredibile: un giudice della Sezione Nona, settore Famiglia del Tribunale di Milano, che si sostituisce al padre decidendo su vaccini e scuola senza alcuna comprensione dei fatti e sulla base di una posizione ideologica e dogmatica, in un contesto giudiziario gravemente deficitario nell’approfondimento dei temi sanitari e delle conseguenze sugli assetti familiari, con una ripetizione ossessiva di argomentazioni scientifiche obsolete ed anacronistiche

26 Aprile 2022

Minori non vaccinati, la presa di posizione di associazioni e comitati: "L’Autorità garante dei diritti dell’infanzia non tutela né garantisce nulla"

Fonte: lapresse.it

Nel mese di marzo 2022, a seguito di deposito di ricorso da parte della madre di due minori adolescenti di anni 13 (maschio, per il quale la situazione era peraltro assai complessa) e 16 (femmina), il padre dissenziente si costituiva in giudizio, con lunga memoria articolata e completa dei più recenti dati scientifici, che lasciavano propendere per una prudente attesa, nel rispetto massimo del principio di precauzione.

Tutto ciò, peraltro, avveniva a pochi giorni dall’abolizione del green pass per attività all’aperto.

La questione predetta si inseriva in un contesto di conflittualità elevata tra i genitori, che si era estesa anche alle scelte scolastiche del minore.

La 9° Sezione del Tribunale di Milano - il cui Collegio era composto dai Giudici: Dott.sse Beatrice Secchi (Presidente), Piera Gasparini (Giudice) e Rosa Muscio (Giudice), considerato che era pervenuta solo la certificazione  del pediatra del minore, che ne confermava la vaccinabilità, pur non avendolo visitato, mentre per la minore interveniva addirittura il medico di base dei genitori (!), che dichiarava che la stessa avrebbe potuto ricevere la terza dose, pur non avendola mai incontrata, nè visitata (con conseguente denuncia all’ordine dei medici per falso ideologico) e in presenza di una specifica richiesta di approfondimenti medici e analisi del sengue richiesti da un’immunologa, in un quadro medico complesso, riteneva che può essere affrontata solo la posizione del minore ..., posto che in relazione alla minore è necessaria una integrazione della documentazione”.

Il Collegio è chiamato “...a fronte del contrasto specifico insorto tra questi due genitori, ad attribuire ad uno dei due il potere di assumere in autonomia la decisione in ordine alla sottoposizione del minore alla vaccinazione SARS COv-2; più esattamente in ordine alla decisione di fare completare detto ciclo vaccinale ai due minori i quali, come già evidenziato, hanno già ricevuto la prima e la seconda dose di vaccino.

Il padre, pur non articolando in modo dettagliato la natura delle proprie obiezioni, ha riferito di essere contrario e molto preoccupato del fatto che i due figli completino il ciclo vaccinale; come già rilevato, però, risulta che lo stesso avesse prestato il proprio consenso alla somministrazione ai figli delle prime due dosi di vaccino anti Covid”.

Qui emerge la grave e totale assenza di comprensione dei fatti da parte del Giudice, evidenziata anche dall’atteggiamento oppositivo alle dichiarazioni del padre dei minori, additato come il nemico del figlio (il quale, a dire della madre, non poteva avere il Green Pass e andare con gli amici da McDonalds), con decisioni di fatto già prese, fino a dichiarare, falsamente, che lo stesso avrebbe prestato il consenso ad effettuare le prime 2 dosi ai minori.

Circostanza mai accaduta e che aveva portato il genitore a presentare denuncia – querela per le vaccinazioni effettuate senza il consenso dello stesso, sia nei confronti dell’ex coniuge che dei medici che avevano inoculato il farmaco genico, in assenza del suo consenso.

Circostanza neanche verificata dal Giudice, ma assunta per “scontata”, solo perché così era stato riferito dalla madre.

Anche qui il Tribunale si è riferito ai soliti, generici e già letti provvedimenti della Sezione 9° , che così recitano : “...indicazioni e raccomandazioni degli organismi internazionali e nazionali che presiedono alla salute pubblica, cui il Collegio non può che attenersi, come già affermato nei diversi provvedimenti assunti da questo Tribunale….

Deve ribadirsi che l’EMA ....  l'AIFA hanno approvato l'uso dei vaccini volti a prevenire la SARS-CoV-2 anche per i minori a partire dai 12 anni sulla base dei dati disponibili, che ne dimostrano l’efficacia e la sicurezza anche per i soggetti compresi nella fascia di età del minore e consentono di definire, a fronte della somministrazione alla data del 26/09/2021 di 5.623.932 dosi di vaccino in adolescenti di età compresa fra 12 e 19 anni e di 1.358 segnalazioni di sospetto evento avverso, gli effetti indesiderati "generalmente lievi o moderati …. "

Il Giudice si è riferito a dati di oltre sei mesi prima, in una situazione di rapida evoluzione degli effetti vaccinali (per lo più avversi, peraltro), oltre che delle varianti del Covid, rendendo i dati pregressi e il vaccino stesso sempre meno sensati.

La sentenza prosegue, poi e come sempre, con la seguente locuzione: “Il Comitato Nazionale di Bioetica si è espresso nel senso che la vaccinazione sugli adolescenti può salvaguardare la loro salute e contribuire a contenere l’espansione del virus nell’ottica della salute pubblica, in particolare anche al fine di garantire la frequenza scolastica in presenza e ha chiarito che, se la volontà del grande minore di vaccinarsi fosse in contrasto con quella dei genitori, la volontà del grande minore deve prevalere, in quanto coincide con il migliore interesse della sua salute psico-fisica e della salute…”

Ma per frequentare la scuola in presenza non è richiesto il vaccino.

 

La sentenza prosegue con la solita prosopopea sui dati statistici dei malati e deceduti covid19, che si sono rivelati di dubbia rappresentatività, oltre ad essere anacronistici.

E qui di seguito si segnala lo stralcio più inquietante e complesso: il minore ha chiaramente manifestato la sua volontà, essendosi già sottoposto alle prime due dosi di vaccino.

In conclusione, il Collegio ritiene che, in relazione alla questione relativa alla vaccinazione SARS-CoV-2, la madre sia il genitore che ha dimostrato una maggior capacità di tutela della salute di (omissis) e di comprensione della sua volontà e, quindi, il genitore più idoneo ad assumere, in autonomia e senza il consenso del padre, tutte le decisioni necessarie in relazione alla sottoposizione di (omissis) al completamento della vaccinazione SARS-CoV-2 nel rispetto della normativa primaria e secondaria vigente in relazione alla somministrazione del suddetto vaccino.

La madre deve, quindi, essere autorizzata ad assumere, in autonomia e in assenza del consenso paterno, ogni decisione relativa alla somministrazione della suddetta vaccinazione per il figlio”.

PQM

Il Tribunale Ordinario di Milano, Sezione IX Civile, in composizione collegiale, così provvede:

1) Autorizza, ex art. 709ter c.p.c, la madre ... ad assumere in autonomia e senza il consenso del padre tutte le decisioni necessarie per la sottoposizione alla terza dose della vaccinazione facoltativa SARS-CoV-2 del figlio

2) Dispone che la madre depositi entro la data del 31.3.2022 certificato del medico di base della figlia, come richiesto nel decreto di questo Tribunale sopra richiamato ed attestazione in ordine al nominativo del medico di base della minore

Nell’udienza del 17 marzo 2002 al padre e al suo avvocato NON VENIVA CONCESSA LA PAROLA in merito ai vaccini!

Il Giudice li ha infatti tacitati dicendo “IN QUESTA UDIENZA NON SI PARLA DI VACCINI”, tanto da indurre il genitore e il suo avvocato a pensare che su tale tema il Giudice volesse fissare un’altra udienza, anche in considerazione de fatto che si avvicinava la scadenza del green pass (1 Aprile).

Invece IL DECRETO VENIVA EMESSO MENO DI UN’ORA DOPO DAL TERMINE DELL’UDIENZA, IN QUANTO ERA GIÀ PRONTO.

 

Il giorno dopo veniva EMESSO ANCHE IL DECRETO PER IMPORRE LA SCUOLA AL MINORE, conseguentemente privato di un costruttivo dialogo con il padre, che stava faticosamente perseguendo un percorso di investimento sul minore stesso, coinvolgendolo consapevolmente nella miglior scelta per il suo futuro.

LA SETTIMANA SUCCESSIVA ALL’EMISSIONE DEI DUE DECRETI, IL MINORE, AVENDO “VINTO”, HA PRATICAMENTE CESSATO IL GIÀ MINIMALE IMPEGNO SCOLASTICO, con la conseguenza che il padre veniva chiamato dalla scuola per comunicargli che il figlio non seguiva praticamente più nulla e non faceva i compiti, tanto da dover predisporre un “piano B” personalizzato di qualcehe semplice esercizio a casa.

 

Il tutto conferma la posizione ideologica e dogmatica assunta dalla Sez. IX del Tribunale di Milano che si appalesa gravemente deficitaria nell’approfondimento dei vari temi in questione.

Una ripetizione ossessiva delle argomentazioni addotte solo da una parte della scienza medica sugli esperimenti c.d. vaccinali in corso, rinvenute nei provvedimenti - quasi fossero un ciclostile,  fanno emergere incredibili lacune, sotto il profilo scientifico da parte della sezione del tribunale meneghino, che si pone su posizioni ideologiche e dogmatiche e che potremmo definirescientiste”, con un evidente vulnus, perpetrato sia ai minori coinvolti che alle loro famiglie, talvolta ed a causa di dette decisioni, irrimediabilmente divise.

Dall’avvio della lite tra i genitori, il rapporto tra il padre e il figlio minorenne si è drasticamente rovinato, fino a divenire nullo a seguito dell’intervento a gamba tesa del Giudice, che si è anche esteso alle scelte scolastiche del minore, non consentendo un costruttivo percorso di scelta da parte del ragazzino, nel suo stesso interesse e salvaguardando il rapporto con il padre.

L’inopinato intervento decisiorio del Tribunle ha indotto infatti il minore a ritenere erroneamente come meno responsabile il genitore “perdente” e contrario alla vaccinazione (ovvero il padre), con una definitiva consacrazione dell’alienazione parentale, peggiorando irrimediabilmente una situazione già compromessa e con effetti dannosi, in ultima istanza, sui minori stessi.

Un Giudice, sotto il profilo deontologico, dovrebbe onorare il principio di imparzialità, ed essere orientato alla composizione delle controversie, in particolare quando sono coinvolti i minori, per la cui tutela è stata creato addirittura un Tribunale apposito: quello “per i Minorenni”, per l’appunto.

Una grave situazione sintetizzabile nei seguenti punti critici e controversi:

  • Giudici orientati “pro vax”, con difetto totale di imparzialità, attesa la vera e propria anticipazione dei provvedimenti decisori. Un vero e proprio conflitto di interessi.
  • Sentenze fotocopia. Ogni caso è a se stante, non possono essere trattati tutti allo steso modo. Del resto ci sono bambini che hanno avuto il covid, atri bambini fragili, altri con allergie o problematiche anche ereditarie (es. Malattie autoimmuni).
  • Assenza di istruttoria e di analisi delle argomentazioni prodotte, sia a livello di dati che di comprensione delle situazioni familiari: relativamente al genitore che non vuole vaccinare, e le cui motivazioni sono considerate risibili, a fronte di corpose argomentazioni da questi svolte e che si collegano anch’esse alla letteratura scientifica ufficiale
  • Argomentazioni obsolete ed abbandonate oramai anche dalla “scienza” ufficiale, addotte dai giudici in uno scenario che evolve rapidamente. Si tratta di un orientamento dottrinario risalente ad un anno fa, oramai vetusto, che non rispecchia gli sviluppi scientifici più recenti  e che non promuove, né garantisce il benessere psicofisico della prole e delle famiglie coinvolte.

Ci si chiede a chi giovi tutto ciò.

Sezione Nona settore Famiglia

Competenze:

Famiglia, separazioni e divorzi.

 

Magistrati:

Anna Cattaneo - Presidente

Maria Laura Amato

Fulvia De Luca

Chiara Delmonte

Piera Gasparini

Giuseppe Gennari

Valentina Maderna

Rosa Muscio

Beatrice Secchi

Giuseppina Stella Laura Cesira

 

Cancelleria:

Imelda Artuso - Responsabile

 

Orari al pubblico:

Dal lunedi al venerdi, a partire dalle ore 09.00 alle ore 13.00. II sistema eliminacode eroghera i  numeri  dalle  ore  08.45  sino  alle  ore  13.00,  così  da consentire di completare i servizi al pubblico indicativamente entre 4 ore dall'orario di inizio della operatività del sistema stesso.

 

Saranno  comunque  evase  le richieste di coloro che avranno  ritirato il numero entre  le 13.00

 

Accesso:

via San Barnaba, 50 (NUOVO PALAZZO DI VIA SAN BARNABA)

 

Collocazione:

Piano terra

 

Telefono:

dalle ore 09:00 alle ore 10:00: 02.5433/5221/4130/5223/5623;

dalle ore 12:00 alle ore 13:00: 02.5433/5781/3631/3734/3505/3942.

 

Email:

sez9.civile.tribunale.milano@giustizia.it

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