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Fischi ad Israele alla cerimonia d'apertura delle Olimpiadi, delegazione attaccata per genocidio a Gaza: "Vergogna, voi qui e Russia no" - VIDEO

Fischi, grida di indignazione e disappunto agli atleti di Israele per la loro partecipazione alla competizione sportiva Milano-Cortina. Ieri, per le strade milanesi, cortei studenteschi hanno denunciato la scelta di aver accolto Tel Aviv alla competizione nonostante sia colpevole di genocidio a Gaza

07 Febbraio 2026

Attimi di imbarazzo per gli atleti della delegazione israeliana dopo che ieri, 6 Febbraio, il pubblico di San Siro li ha "accolti" con fischi urla di indignazione durante la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.

Fischi ad Israele alla cerimonia d'apertura delle Olimpiadi, delegazione attaccata per genocidio a Gaza: "Vergogna, voi qui e Russia no" - VIDEO

L'indignazione del pubblico contro la delegazione israeliana ha fatto da eco della maxi protesta che nella giornata di ieri, venerdì 6 Febbraio, gruppi studenteschi hanno organizzato per le strade del capoluogo lombardo per denunciare la partecipazione di Israele ai GiochiStato genocida del popolo palestinese. Ieri sera il pubblico di San Siro si è alzato indignato per la decisione del Comitato sportivo di ammettere alle Olimpiadi Israele nonostante sia responsabile di aver sterminato il popolo palestinese nella Striscia e di stare continuando il genocidio, tra Gaza e le aree occupate della Cisgiordani, in maniera totalmente impunita, senza critiche né prese di posizione dei leader europei.

In compenso però a mancare è stata la Russia e la Bielorussia, mentre al passaggio della delegazione ucraina è stata calorosa l'accoglienza del pubblico allo stadio. Una chiara disparità di trattamento dal sapore tutto politico: Russia e Bielorussia escluse dalla competizione per "invasione dell'Ucraina"; delegazione ucraina accolta con vera e propria ovazione; squadra israeliana ammessa alla competizione nonostante il sangue palestinese nelle mani. Poche ore prima della cerimonia, la portabandiera israeliana, pattinatrice Mariia Seniuk aveva detto di non temere le contestazioni: "Le persone possono avere opinioni differenti e non spetta a me fargliele cambiare, possono fare ciò che ritengono più opportuno".

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