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“Morire per selfies” un trend in crescita tra i giovani che sognano più “like”

Uno studio ha analizzato i luoghi più pericolosi del pianeta e il profilo delle vittime

Di Artiglio

27 Ottobre 2021

“Morire per selfies” un trend in crescita tra i giovani che sognano più “like”

fonte: pixabay

“Morire per selfies” è un qualcosa di inimmaginabile ma che potrebbe diventare ben presto un problema di salute pubblica a cui porre rimedio. 

E’ quanto emerge dal primo studio a livello mondiale, a breve pubblicato da il “Journal of Travel Medicine”. Titolare del lavoro la i0 Foundation, agenzia specializzata in Medicina tropicale e problematiche sanitarie relative ai viaggiatori.

I numeri di morti (sicuramente in difetto) che emergono dall’analisi, erano stati quasi 400 in dodici anni ma , dopo la pandemia, il trend è chiaramente in aumento. 

Nei primi sette mesi dell'anno, si sono verificati 31 incidenti mortali, praticamente uno a settimana, nonostante siano ancora in essere restrizioni a viaggiare.

Ma chi sono i morti da selfies nei 50 paesi analizzati dallo studio? Circa 150 turisti e 250 popolazione del luogo. 

Lo studio ha analizzato pure le cause di morte da selfies. La maggior parte sono state causate da cadute da altezze naturali e non (cascate ,canyon, edifici, etc) , poi in auto, per annegamento, per colpi di arma da fuoco, per animali pericolosi, elettricità e per  finire suicidi.

I sei paesi dove si muore di più per volersi immortalare in un selfie sono L’India in primis, poi gli Stati Uniti, la Russia, il Pakistan, il Brasile, l’Australia e la Spagna. Quest’ultima è l’unico rappresentante dell’Europa nei primi dieci paesi che riempiono questa tragica classifica della “stupidità”.

Ma nello studio sono evidenziati anche i 10 luoghi più pericolosi del pianeta in quanto a selfies mortali. Le spettacolari Cascate del Niagara, il Gran Canyon negli Stati Uniti, il Charco del Burro in Colombia, il Penha Beach brasiliano, le Mlango Waterfall in Kenya, i Monti Urali in Russia, il Taj Mahal e la valle di Doodhpathri in India, l'isola di Nusa Lembongan in Indonesia) e l'arcipelago di Langkawi in Malesia.

Lo studio, nato da un algoritmo ( Heimdllr-Project), ha elaborato tutte le informazioni di tipo epidemiologico pubblicate in sei lingue : inglese, spagnolo, francese , tedesco, portoghese e italiano. Nell’indagine non vengono contati gli incidenti gravi non mortali.

I luoghi più mortali per i selfies sono sicuramente le cascate, le scogliere e i tetti. Le vittime sono per la maggior parte giovani sotto i 19 anni, seguiti dai ventenni. I morti avevano un’età media di circa 24 anni. Più uomini che donne le vittime con una proporzione di tre a due. 

Chiaramente i casi di morti conosciuti hanno fatto notizia.. Uno dei più recenti è quello dell'influencer 32enne Sofia Cheung, morta scivolando da una cascata a Hong Kong. Ultimo caso in ordine di tempo in Spagna dove un turista ucraino è caduto da 30 metri di altezza nel castello di Benidorm.

Casi sempre recenti quelli di una ragazza norvegese di 24 anni caduta da una terrazza di Marbella, una ventottenne a Barcellona e un 14 enne morto a Madrid cadendo da  un lucernario.

C”come le città o i luoghi pericolosi si stanno attrezzando per evitare morti di questo tipo? In alcuni casi la Polizia Locale prevede la sorveglianza dei punti più sensibili anche utilizzando droni per monitorare i luoghi a rischio. Poi in alcuni casi la polizia fa lezioni di educazione nelle scuole per sensibilizzare giovani sui rischi. In India si è arrivati, visto l’alto numero di morti, a dichiarare alcune aree "senza selfie".

Purtroppo i social regalano onore e like più contenuti sono estremi. più si rischia più si ottengono like ma questo rappresenta un circolo mortale.

Come ha compres sulla propria pelle Gigi Wu di Taiwan, famosa per le sue arrampicate in montagna in bikini. E’ morta fai ipotermia, quando ferita allegare , non ha potuto muoversi ed i  soccorsi non sono arrivati in tempo. La morte è in molti casi il prezzo da pagare per avere tanti like.

Di Artiglio

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