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Ciro Grillo e i tre amici accusati di stupro hanno scelto il rito ordinario: rischiano fino a 12 anni

Alla presenza di avvocati e genitori, i quattro hanno scartato l'opzione del rito abbreviato, rinunciando così a eventuali sconti di pena

21 Ottobre 2021

Rito ordinario per Ciro Grillo e gli amici imputati di avere violentato una ragazza italo-norvegese e commesso atti osceni di fronte all'amica italiana nel luglio 2019. Una decisione sofferta e non priva di contrasti tra i quattro ragazzi accusati di stupro, i cui legali non sembravano trovare una posizione comune sull'approccio da intraprendere nel processo. Stando ad alcune fonti vicine al caso, sembrerebbe infatti che due degli imputati fossero favorevoli al rito abbreviato. Il fronte comune ha però optato per il rito ordinario, con il quale i quattro giovani rinunciano ufficialmente a un eventuale sconto della pena. La decisione è stata comunicata al Tribunale di Tempio Pausania alla presenza degli avvocati e dei genitori dei ragazzi. Data la portata della decisione, rimane una residua possibilità che la scelta possa cambiare ora di settimana prossima, ma stando alla riunione fiume avvenuta tra le parti mercoledì 20 ottobre, sembra che la direzione sia quella del rito ordinario.

Ciro Grillo e gli amici imputati scelgono il rito ordinario

La "bravata estiva" come l'aveva definita Beppe Grillo nel video choc di apologia nei confronti del figlio, potrebbe costare cara a Ciro Grillo e ai suoi 3 amici. O per essere corretti, presunti complici. Per la precisione potrebbe costargli da 6 a 12 anni. Questa la pena per l'accusa di stupro di gruppo prevista con il rito ordinario. Secondo quanto comunicato oggi dagli avvocati dei quattro ragazzi, che all'epoca dei fatti avvenuti a luglio 2019 avevano tutti 19 anni, si procederà secondo rito ordinario, abbandonando l'idea mantenuta finora del rito abbreviato. Senza rito abbreviato, gli imputati rinunciano a qualsivoglia eventuale sconto della pena e rischiano la massima di 12 anni.

Davanti al gup di Tempio Pausania, i quattro genovesi Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria e Ciro Grillo, hanno rinunciato al rito abbreviato e risponderanno dell'accusa di stupro di gruppo e violenza sessuale nei confronti di Silvia e Roberta. Le due ragazze erano conoscenti del gruppo di giovani uomini. Si erano conosciuti durante una vacanza in Costa Smeralda e, a seguito di una nottata passata insieme, i quattro avrebbero approfittato dello stato di incoscienza di Silvia per violentarla a turno. Ma non solo, secondo quanto denunciato dalla ragazza italo-norvegese, i quattro avrebbero anche ripreso con video e foto gli atti osceni e la violenza perpetrata contro le ragazze.

Ciro Grillo e gli amici imputati per stupro: disaccordo sul rito abbreviato

Fronte comune difronte al gup, ma tensioni all'interno del gruppo. Pare infatti che la risoluzione che ha portato alla scelta del procedimento ordinario per contrastare i capi di accusa sia giunta dopo oltre cinque ore di discussione tra avvocati, imputati, e genitori. Il 20 ottobre era il giorno dell'impegno non vincolante di fronte al giudice, e solo adesso, mesi dopo l'inizio della pratica giudiziaria, sembra che le parti siano arrivate ad un accordo su come procedere.

Gli avvocati stessi hanno deciso di prendersi del tempo per ragionare sul da farsi, considerato che per i giovani ci sono in ballo fino a 12 anni di carcere in caso fossero trovati colpevoli. Una pena che, tra le altre cose, è inferiore rispetto a quanto prevede la legge attualmente. Pochi mesi dopo l'inizio dell'inchiesta ai danni di Ciro Grillo e i suoi amici, è infatti partito il codice rosso, con il quale la pena per stupro arriva a un massimo di 14 anni.

La scelta del rito ordinario è arrivata dopo così tanto tempo e svariati tentennamenti a causa di divisioni interne al gruppo. Edoardo Capitta e Vittorio Lauria avrebbero infatti preferito il rito abbreviato, con il quale si sarebbe potuto chiedere uno sconto della pena. Ciro Grillo e Francesco Corsiglia invece erano abbastanza convinti sul rito ordinario, forse decisi a vincere la battaglia legale contro le due ragazze. Nessuno degli imputati ha rilasciato commenti. E nemmeno Beppe Grillo, che dopo il video che ha scandalizzato il web nel quale minimizzava il comportamento del figlio e sembrava anzi giustificarne gli atti osceni a scapito del comportamento delle ragazze, ha, fortunatamente, osservato silenzio sulla questione. 

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