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Vaccino Covid terza dose, ipotesi al vaglio per gli immunodepressi dopo l'ok FDA

Alcuni paesi hanno già intenzione di aggiungere una terza dose di vaccino anti-Covid. In arrivo anche in Italia l'opzione per i più fragili

13 Agosto 2021

Via libera alla terza dose di vaccino anti-Covid in diversi paesi del mondo dopo l'approvazione della Food and Drug Administration, l'ente statunitense che regolamenta i prodotti farmaceutici. A rendere necessaria l'introduzione di una terza iniezione è il rischio ancora molto presente delle varianti del Coronavirus, di cui la variante Delta è la principale preoccupazione a livello globale. Una terza dose scongiurerebbe il rischio di sintomi gravi legati al Covid-19 e sarebbe consigliata per gli immunodepressi, ovvero coloro che per patologie pregresse hanno le difese immunitarie più basse del normale. In Italia la campagna vaccinale prosegue a passo spedito e secondo le ultime dichiarazioni del commissario all'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, a settembre si raggiungerà senza problemi l'obiettivo del 70% della popolazione vaccinata. Alla luce del nuovo responso della Fda il governo potrebbe però muoversi per considerare l'opzione della terza dose anche in Italia, misura che potrebbe cominciare a essere implementata già questo autunno.

Vaccino Covid terza dose, via libera dalla Fda negli Stati Uniti

Non c'è due senza tre. O quantomeno questo è quello che la Food and Drug Administration consiglia per gli immunodepressi in materia di vaccino Covid. L'ente statunitense ha infatti annunciato a seguito di nuovi studi che una terza dose di vaccino anti Covid sarebbe consigliata per le categorie più a rischio della popolazione. Una terza iniezione proteggerebbe dalla variante Delta chi ha un sistema immunitario debole. Una notizia bene accolta negli Stati Uniti, dove tra no-vax e una popolazione fortemente caratterizzata da patologie che destabilizzano il sistema immunitario, c'è ancora molto da fare per sconfiggere una volta per tutte il virus più temibile degli ultimi decenni. A tale proposito il commissario a interim della Fda ha dichiarato: "Il paese è entrato in una nuova ondata della pandemia Covid-19, e la Fda è pienamente consapevole che le persone immunocompromesse sono particolarmente a rischio di gravi malattie".

Nell'ultimo anno medici e scienziati si sono interrogati sui benefici di un richiamo del vaccino, settore ancora sperimentale considerata la natura variabile del virus. Le varianti come la Delta infatti hanno reso difficile controllare l'espansione del Covid e creare un vaccino unico che potesse contrastarlo una volta per tutte. L'introduzione di una terza dose sarebbe dunque la risposta al mutare incessante del virus, nonostante ancora non siano dati per certi gli effetti a lungo termine sul corpo umano di un trattamento simile. Anche in Italia si tengono a bada gli inutili allarmismi, grazie a una campagna vaccinale finora di successo che porterà entro la fine dell'anno a vaccinare l'80% della popolazione.

Vaccino Covid terza dose, quali i paesi che la adotteranno

Se da una parte c'è chi ancora è scettico nei confronti del vaccino e non vuole saperne nemmeno della prima iniezione, c'è chi invece alla prospettiva di una terza dose gioisce immaginando una maggiore protezione. È il caso di Israele, che nei giorni scorsi ha annunciato di volere introdurre nella campagna vaccinale una terza dose. La terza iniezione di vaccino anti Covid in Israele sarà dedicata alla popolazione di età superiore ai 60 anni, come annunciato dal primo ministro Naftali Bennett. Considerata un "incentivo" immunitario imprescindibile a fronte della variante Delta, la terza dose in Israele è già realtà e il presidente Isaac Herzog, 60 anni, ha già ricevuto la sua iniezione.

Anche Francia e Germania si uniscono al carro della terza dose, e annunciano l'introduzione dell'iniezione extra nel ciclo vaccinale a partire dai prossimi mesi. Una decisione non priva di controversie, quella dei due paesi europei, considerato che l'Oms stessa aveva raccomandato di vaccinare una più ampia fetta di popolazione prima di considerare la terza dose. Francia e Germania si sono difese sostenendo che l'opzione della terza dose sarebbe da considerare solo per proteggere gli immunodepressi, che nella lotta contro il Covid sono i più a rischio e i meno protetti. Oltre a coloro che hanno un sistema immunitario compromesso, in Germania la terza dose sarà somministrata anche agli anziani e a chi lavora nelle case di riposo.

Vaccino Covid terza dose, presto anche in Italia?

In Italia la campagna vaccinale procede senza intoppi, dopo lo spauracchio estivo della mancanza di lotti vaccino e le incessanti critiche da parte di alcune regioni. Passato il momento di crisi e messo in sordina lo scetticismo di alcuni, a conti fatti l'Italia raggiungerà l'obiettivo dell'80% della popolazione vaccinata entro l'autunno. Secondo le ultime dichiarazioni del commissario straordinario all'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, a inizio settembre sarà vaccinato il 70% della popolazione, che includerà anche i più giovani. Per loro, Figliuolo ha in programma di stabilire una corsia preferenziale che consentirà ai ragazzi nel nostro paese di vaccinarsi senza bisogno di prenotazione. Un modo in più per raggiungere quanto prima la copertura totale dei vaccinati in Italia.

Lecito dunque domandarsi se anche in Italia ci sarà l'introduzione della terza dose. Una volta approvata dalla Fda e testata in diversi paesi d'Europa, l'opzione potrebbe verificarsi anche nel nostro paese già dal prossimo autunno. Anche qui, le terze dosi sarebbero dedicate inizialmente solo agli immunodepressi, essendo i più fragili della popolazione. Si dovrà però cercare di non compromettere la campagna nella sua totalità, considerato che ci sono ancora cittadini che non hanno ricevuto la prima dose. Mentre si attendono conferme sulla possibilità della terza dose di vaccino anti-Covid anche in Italia, non resta che osservare come andranno le cose negli altri paesi e attendere nuovi studi, nonostante sia probabile che l'idea di una terza iniezione non vada proprio giù a chi, in questi giorni, continua a protestare contro il vaccino obbligatorio e contro l'obbligo di green pass.

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