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Covid, paziente zero al laboratorio di Wuhan? Per l'Oms adesso è possibile

Il dottor Peter Ben Embarek - che ha guidato una missione dell'Oms in Cina - ha ammesso che il paziente zero del Covid-19 potrebbe essere stato infettato da un pipistrello mentre lavorava nel laboratorio di Wuhan

12 Agosto 2021

Covid, Oms: "Nessuna fuga da laboratorio, viene dai pipistrelli"

Laboratorio (fonte foto Pixabay)

Il tanto ricercato paziente zero del Covid-19 potrebbe essere stato infettato da un pipistrello mentre lavorava nel laboratorio di Wuhan (dove nei giorni scorsi sono partiti i tamponi a tappeto dopo alcune nuove infezioni). Un'ipotesi finora rimasta nel territorio dei complottisti e che ora invece potrebbe improvvisamente prendere corpo. Sì, perché stavolta ad ammettere che questa è una possibilità reale è stato un membro dell'inchiesta dell'Organizzazione mondiale della Sanità svolta in Cina nei mesi scorsi. 

Un dirigente dell'Oms apre all'ipotesi del Covid sfuggito dal laboratorio di Wuhan

Il dottor Peter Ben Embarek, che ha guidato la tanto criticata missione d'inchiesta in Cina, aveva inizialmente respinto la teoria della fuga dal laboratorio come estremamente improbabile nella ricerca iniziale dell'OMS. Ma stavolta, secondo quanto riportato dal The Sun, avrebbe aperto all'ipotesi, sospettata anche dagli Stati Uniti. "Un dipendente che è stato infettato sul campo prendendo dei campioni rientra in una delle possibili ipotesi", avrebbe detto Embarek durante un'intervista all'emittente danese TV2. "Questo è il caso in cui il virus salta direttamente da un pipistrello a un umano. In questo caso, si tratterebbe quindi di un lavoratore di laboratorio invece di un abitante casuale del villaggio o di un'altra persona che ha contatti regolari con i pipistrelli. Quindi è effettivamente nella categoria probabile", avrebbe dichiarato Embarek, aggiungendo che comunque il team dell'Oms non ha trovato alcuna prova diretta di questa possibilità.

Dalla Cina invece si dice che il coronavirus è nato da un'altra parte

Ancora nessuna prova, dunque. E dall'altra parte la Cina racconta una storia completamente diversa.  Il Global Times, testata online semi-ufficiale del Partito comunista cinese, rilancia l’ipotesi che il coronavirus “si stesse diffondendo quantomeno in Italia molto prima che l’epidemia scoppiasse in Cina” in un articolo sulle origini del virus. Ora pubblica un articolo accompagnato da infografica sostiene che “il mondo sta rifacendo la mappatura della storia della pandemia di Covid-19” e chiama in causa anche altri Paesi come Spagna, Brasile, Francia. 

La Cina tira in ballo anche l'Italia sulla sua teoria sull'origine del Covid

A sostegno di questa affermazione il Global Times cita alcuni studiosi per dimostrare che “si accumulano prove in paesi come gli Stati Uniti e l’Italia che suggeriscono che il coronavirus serpeggiava in diversi paesi al momento in cui è scoppiata l’epidemia nella città cinese di Wuhan”. Per quanto riguarda l’Italia, in particolare, il Global Times cita un recente studio comparso su The Lancet – che, precisa il giornale cinese, è stato pubblicato senza avere ricevuto una previa revisione “peer review” – secondo il quale “il coronavirus circolava in Lombardia tra fine giugno e inizio agosto del 2019, mesi prima che precedenti scoperte scientifiche appurassero che il virus circolava nel paese a novembre del 2019”. Lo studio non indica le origini del virus, spiega una delle autrici dello studio, Sayaka Miura, in una intervista al Global Times, ma “la scoperta del virus in Italia nell’estate del 2019 significa che il virus si stesse diffondendo quanto meno in Italia molto prima che l’epidemia scoppiasse in Cina”. 

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