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Barbie virologa: la "mamma" di AstraZeneca nuovo modello per le bambine

È uscita la nuova serie dedicata alle donne della scienza. Tra tanti nomi noti, sbuca anche la creatrice del vaccino contro il Covid19

04 Agosto 2021

Barbie virologa: la "mamma" di AstraZeneca nuovo modello per le bambine

Fonte: Mattel (sito web)

All'epoca del Covid19, anche i giocattoli si adattano al clima di emergenza sanitaria. Arriva infatti nella giornata di mercoledì 4 agosto l'annuncio della nota azienda di giochi Mattel dove vengono presentate sei nuove Barbie. E, sì, una di loro non poteva non essere una virologa. Anzi, La virologa: la celebre bambola veste infatti i panni della "mamma" del vaccino AstraZeneca, la dottoressa e ricercatrice Sarah Gilbert.

Barbie virologa: la "mamma" di AstraZeneca nuovo modello per le bambine

Le nuove bambole sono ispirate a sei donne che si sono distinte particolarmente nei campi di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica in ogni parte del mondo. Una di queste è la ricercatrice che ha guidato la creazione del vaccino Oxford-AstraZeneca, la professoressa Sarah Gilbert. Sebbene la scienziata abbia detto di aver trovato la creazione "molto strana" all'inizio, si è poi lasciata andare approvando la scelta di puntare sulle figure femminili del mondo Stem (acronimo per definire l'insieme delle discipline dure: Science, Technology, Engineering and Mathematics).

"Spero che questa iniziativa possa ispirare le bambine a vedere con meno diffidenza e timore la carriera nel mondo della scienza", ha raccontato la dottoressa Gilbert in un'intervista. "Vorrei che la mia bambola mostrasse ai bambini carriere che potrebbero non conoscere, come quella di virologo". E ha poi precisato: "Sono davvero onorata all'idea di poter di ispirare la prossima generazione di ragazze che si butteranno nel mondo delle carriere Stem e spero che i bambini che vedono la mia Barbie si rendano conto di quanto siano vitali le carriere scientifiche per aiutare il mondo che ci circonda".

Nel 2020, Gilbert è diventata una celebrità della scienza, dopo aver guidato il team dell'Università di Oxford, che ha collaborato con la multinazionale farmaceutica britannico-svedese AstraZeneca, nella corsa per sviluppare il vaccino contro il coronavirus. Il vaccino Oxford-AstraZeneca è attualmente il più utilizzato al mondo, con dosi spedite in più di 170 paesi.

Barbie virologa: la "mamma" di AstraZeneca nuovo modello per le bambine

All'interno della comunità scientifica, la virologa Sarah Gilbert è una delle massime esperte nel campo della virologia. La scienziata ha dedicato quasi due decenni alla ricerca nei laboratori, alla produzione di vaccini e all'ottenimento di finanziamenti per progetti futuri. Dopo gli studi in Biologia, ha completato un dottorato in biochimica e, successivamente, ha puntato tutto sull'industria delle biotecnologie.

Dal 1994 la dottoressa Gilbert è ricercatrice presso l'Università di Oxford e si occupa di genetica, studiando in particolare i virus della malaria. Quella ricerca l'ha portata a lavorare sullo sviluppo del vaccino contro il Covid19, che poi si è rivelato uno degli strumenti ora più utilizzati al mondo per contenere la pandemia. 

Chi sono le nuove Barbie scienziate 

Anche la ricercatrice brasiliana Jaqueline Góes de Jesus è stata una delle scienziate scelte da Mattel per rappresentare il mondo Stem al femminile. Anche lei, come Gilbert, ha il merito di aver contribuito con il suo lavoro nelle ricerche sul nuovo Coronavirus. Góes de Jesus faceva parte del team responsabile del sequenziamento genetico del nuovo coronavirus nei primi casi di Covid19 in America Latina. Prima di approfondire la ricerca sul nuovo coronavirus, ha fatto parte del team che ha sequenziato il genoma del virus Zika. Nata a Salvador, figlia di un'infermiera e di un ingegnere civile, è attualmente ricercatrice presso Fapesp (Fondazione per il sostegno alla ricerca dello Stato di San Paolo) presso l'Istituto di Medicina Tropicale di San Paolo.

Un'altra tra le donne famose rappresentate nella nuova collezione Mattel è Amy O'Sullivan, un'infermiera del pronto soccorso che ha curato il primo paziente Covid19 al Wycoff Hospital di Brooklyn, New York. Poi c'è Audrey Cruz, una dottoressa di Las Vegas che lotta in prima linea contro la discriminazione razziale.

C'è Kirby White, dottoressa australiana che ha aperto la strada alla creazione di un camice chirurgico che gli operatori sanitari potevano lavare e riutilizzare durante la pandemia. Infine, Chika Stacy Oriuw'a, psichiatra residente presso l'Università di Toronto che combatte il razzismo sistemico nel settore sanitario.

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