05 Febbraio 2026
"Dershowitz dice ad Alex Ocasta (procuratore Usa del distretto meridionale della Florida a quel tempo) che Epstein apparteneva ai servizi segreti sia statunitensi sia a quelli alleati". A dirlo, o meglio, a registrarlo, è un rapporto dell'FBI contenuto negli Epstein files e basato su rivelazioni - non del tutto confermate - di una fonte confidenziale dell'agenzia d'intelligence.
Secondo quanto dichiarato da questo importante documento, qui pubblicato, archiviato come FD-1023 e datato 19 ottobre 2020, Jeffrey Epstein, l'ex finanziere morto "suicida" in carcere e accusato di reati sessuali e traffico internazionale di minori, non era "un semplice" pedofilo ma un "agente cooptato dal Mossad". Una spia cioè che non solo lavorava per l'intelligence Usa ma anche per quella alleata. E che aveva contatti con importanti figure politiche e non solo, a partire dal sionista Alan Dershowitz, già avvocato di Donald Trump e professore in legge presso Harvard. Nel documento acquisito con la pubblicazione degli Epstein files da parte del Dipartimento di Giustizia Usa, potrebbero emergere le "prove" di quanto l'ex agente della CIA John Kiriakou è recentemente tornato a ribadire nel podcast The Diary Of a Ceo: "Epstein era un agente di accesso al Mossad" che avrebbe usato le sue ricchezze e il giro di sesso con minorenni per ricattare le élite mondiali.
Stando a quanto riportato nel memo FD-1023, Epstein aveva stretti legami con ambienti sionisti: pare che proprio sotto l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak, l'ex finanziere si fosse "addestrato come spia". "Barak - prosegue il memo - credeva che Netanyahu fosse un criminale. Arabia Saudita, Israele e Emirati Arabi Uniti (UAE) sono alleati contro Qatar, Turchia, Iran e Siria. (...)" e così, dopo varie domande sull'ex finanziere, la fonte si sarebbe convinta che "Epstein fosse un agente cooptato del Mossad (vedi i report precedenti)". Ciò che emerge, se seguiamo questo filone di ragionamento, è come il Mossad abbia potenzialmente esercitato un'influenza pratica sul governo Usa e su tutta l'élite sociale. Nel documento infatti è notevole come si faccia anche il nome del cognato di Trump, Jared Kushner, da molti considerato la "mente" dietro alle politiche (filo-israeliane) del tycoon.
Recita infatti il documento: "Il CHS apprende che Dershowitz influenzò molti studenti di buona famiglia. Per esempio, Josh Kushner e Jared Kushner furono entrambi i suoi allievi. Dershowitz raccontò al CHS che se fosse giovane ancora, impugnerebbe una pistola stordente come un agente dei servizi segreti israeliani".
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