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Benedetto Croce

Damanhur, il Tempio dell'Umanità e l'idea di città

Il tempio ipogeo di Vidracco costruito dalla Federazione Damanhur come antidoto alle megalopoli

16 Luglio 2021

Forse non molti sanno che nel cuore della Valchiusella, nel comune di Vidracco, sorge una delle più grandi cattedrali ipogee al mondo. Questa meraviglia sotterranea scavata nella roccia, connubio ancestrale di luce e terra, si erge su cinque livelli a 72 metri di profondità.

Damanhur, il 'Tempio dell'umanità' 

I mosaici e le vetrate dai colori luminosi e sfavillanti conducono verso uno spazio mentale e spirituale di meditazione, una dimensione per certi aspetti criptica che contrasta con la forma esteriore.  La struttura de “Il Tempio dell’umanità” è architettonicamente ben definita, tanto che si possono distinguere sette sale:  la sala dell’Acqua, la sala della Terra, la sala delle Sfere, la sala degli Specchi, la sala dei Metalli, il Tempio Azzurro, il Labirinto.

Da molti definita come l’Ottava Meraviglia del Mondo, questo tempio è di recente realizzazione e frutto di un lavoro condiviso: per 16 anni gli adepti della Federazione di Damanhur (città della luce), hanno lavorato alla sua costruzione.

Interessante notare, in un epoca in cui l’idea stessa di comunità è messa in discussione, come nel medioevo le vorticose cattedrali gotiche, simbolo della sacralità occidentale, siano anch’esse realizzate attraverso lo sforzo condiviso di tutta la città: dagli artigiani, ai cittadini, agli architetti, agli scalpellisti. 

Con il sopraggiungere di quello che Agamben ha definito “l’uomo post-storico”, la morte dell’individuo si concretizza in quello che può definirsi il “dramma della città”, ovvero la sua progressiva scomparsa, difatti è sottointeso che il pensare al mondo intero trasformato in un unico conglomerato urbano vuol dire pensare alla scomparsa della metropoli. 

Le megalopoli sono ben lontane dal sereno nucleo che mirava a soddisfare i bisogni dei suoi abitanti , i quali si sentono persi nell’imponenza delle città che abitano; Per fronteggiare la “morte della città”  è senza dubbio interessante riconsiderare il rapporto tra individuo e organicità , creare un nuovo ordine che li comprenda entrambi in modo armonioso. 

Può essere significativo a questo proposito il tentativo di risalire alle esigenze profonde e primordiali che hanno portato le prime comunità umane a riunirsi in luoghi specifici per vivere la loro vita comunitaria.

Damanhur, come nasce la Federazione

Senza entrare nella complessità e nelle specificità del loro progetto spirituale, il caso della Federazione Damanhur e della cattedrale di Vidracco ci riporta a questa esigenza.   

Damanhur è il nome di una città egizia di antichissima fondazione, dove sorgeva il tempio dedicato ad Horo. Dio primigenio e proteiforme, le prime testimonianze del culto di Horus risalgono alla Preistoria africana e alla sua città si lega quindi il nome della comunità fondata nel 1979 da Oberto Airaudi.

Damanhur è un centro di ricerca spirituale, artistica e sociale costituita da una federazione di piccole comunità con una struttura sociale e politica in continua evoluzione concepita come una vera e propria micro-nazione.

E se nel prossimo futuro la riconquista dell’umanità partirà proprio da queste realtà comunitarie, alternativa a una troppo sfrenata globalizzazione?  Vige un pò l’idea che comunità di questo genere siano settarie, chiuse al loro interno e anche un pò bigotte, ma è davvero così?

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