27 Gennaio 2026
Fabio Pompei, AD di Deloitte Central Mediterranean, in occasione della Presentazione dell'Osservatorio WHY Italia, è stato intervistato da Il Giornale d'italia.
In base all'analisi del periodo 2018-2024 sulle imprese, quali settori si dimostrano più solidi e quali invece rischiano di rimanere indietro?
"L'analisi ha dimostrato che i settori trainanti continuano a rimanere quelli storici tradizionali dell'industria italiana, quindi in particolare il manifatturiero e il commercio, che coprono insieme oltre il 60%. Accanto a questi, però, si affacciano e stanno crescendo altri settori come quello dei servizi, quello dell'information technology, ma anche settori che sono connessi comunque all'industria e al commercio, vale a dire quello dei trasporti e della logistica. Direi che si tratta di un panorama più eterogeneo rispetto al passato, il che è chiaramente un aspetto positivo, perché mitiga un po' i rischi di concentrazione".
L'analisi offre proiezioni per il 2026. Quale lettura ne dà Deloitte in termini di opportunità e sfide?
"Il trend storico che abbiamo registrato nel periodo preso in esame, 2018-2024, ha dimostrato come le imprese, soprattutto le medie imprese, abbiano ricevuto risultati straordinari. Ci sono tutti gli elementi e tutti i fattori per proseguire con una performance positiva. Ovviamente il contesto è di grande complessità e incertezza, ma anche gli anni passati hanno visto dei grandi shock, eppure le imprese italiane hanno dimostrato grande resilienza, capacità di adattamento alle condizioni mutate del contesto; questo ci fa riflettere e avere un mood positivo anche per il 2026".
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