27 Gennaio 2026
Vittorio Grilli e Alessandro Melzi d’Eril
Il board di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha avviato un approfondimento interno sul possibile compenso per Vittorio Grilli, neo presidente di Mediobanca dopo la conclusione dell’acquisizione di controllo da parte di Mps lo scorso settembre. La questione principale riguarda una proposta – al momento non definitiva – di fissare per Grilli un compenso annuo attorno a 2 milioni di euro, cifra significativamente più alta rispetto alla retribuzione prevista per il presidente dell’istituto controllante.
Grilli, ex ministro dell’Economia e dirigente di lunga esperienza internazionale, è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione di Mediobanca insieme all’amministratore delegato Alessandro Melzi d’Eril nella nuova governance insediata dopo l’ingresso di Mps nel capitale dell’istituto. Nel nuovo ruolo, la retribuzione attuale di Grilli è di circa 900 mila euro all’anno. La proposta in esame, se approvata, porterebbe questa cifra fino a circa 2 milioni di euro annui, collocandolo tra i presidenti bancari con compensi più elevati nel panorama italiano.
La richiesta di aumento è stata sottoposta all’esame del comitato remunerazioni di Mps, che ha sospeso la decisione in attesa di valutazioni più approfondite, considerando il confronto con benchmark di mercato e la sensibilità interna all’istituto. Secondo alcune ricostruzioni, parte del management e dei membri del comitato avrebbe sollevato riserve sulla proposta, anche alla luce del confronto con altri compensi di vertice nel settore bancario italiano.
Un compenso di questo livello porrebbe Grilli significativamente al di sopra delle retribuzioni dei presidenti di altre grandi banche italiane, suscitando attenzione sia nei circoli finanziari sia nel dibattito pubblico. La discussione sul compenso arriva in un periodo di forte attenzione sulle dinamiche di governance e incentivazione nei gruppi bancari, soprattutto in istituti di rilevanza sistemica come Mps e Mediobanca.
Mediobanca continua a registrare performance operative solide sotto la guida di Grilli in qualità di presidente, con risultati finanziari che evidenziano utili e raccolta in crescita nonostante il contesto competitivo. Questa performance è uno degli elementi presi in considerazione nella discussione interna sul pacchetto retributivo, insieme alla complessità gestionale derivante dall’integrazione del gruppo sotto il controllo di Mps.
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