27 Gennaio 2026
Andrea Orcel, ceo Unicredit
UniCredit si prepara a ricevere dividendi significativi nel 2026 derivanti dalla sua partecipazione in Commerzbank, la seconda banca tedesca, grazie alla sua quota di capitale che può arrivare fino al 29,9% con l’autorizzazione della Banca Centrale Europea. Un’eventuale distribuzione dall’utile 2025 potrebbe portare a incassi stimati tra circa €380 milioni e €438 milioni per UniCredit, in base alla percentuale di interesse detenuta, secondo le attese degli analisti.
UniCredit ha già ricevuto il via libera dell’ECB per aumentare la sua quota in Commerzbank fino al 29,9%, sotto la soglia che richiederebbe un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria in Germania. Scendere subito fino a tale livello è però ancora legato a ulteriori approvazioni normative, tra cui quelle delle autorità antitrust tedesche e altri enti regolatori.
La banca italiana detiene oggi una partecipazione significativa: circa 28% del capitale, di cui una quota diretta con diritti di voto e una parte tramite strumenti derivati, come indicato nei documenti ufficiali della banca.
Con il superamento della soglia del 20%, UniCredit consolida la partecipazione in Commerzbank col metodo proporzionale del patrimonio netto, il che significa che la quota di utile attribuibile alla partecipazione contribuisce direttamente agli utili consolidati del gruppo. Sulla base delle stime di utili della banca tedesca per il 2025 (circa €3,3 miliardi), il contributo a bilancio per il 2026 potrebbe superare gli €850 milioni, grazie soprattutto all’effetto dei dividendi e all’equity pickup.
Inoltre, gli strumenti derivati legati alla partecipazione offrono a UniCredit una protezione al ribasso: anche in caso di vendita, la banca potrebbe realizzare una plusvalenza minima di circa €200 milioni, limitando i rischi di mercato associati alla posizione.
Ogni passo verso un’ulteriore acquisizione di quote o una potenziale integrazione più profonda tra UniCredit e Commerzbank richiederà l’accordo non solo dei regolatori europei ma anche di Berlino, che è stata finora cauta sul tema. Il governo tedesco e la direzione di Commerzbank hanno ribadito la strategia di mantenimento dell’autonomia dell’istituto, pur non escludendo dialoghi futuri in un contesto macroeconomico e geopolitico europeo in evoluzione.
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