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Unicredit, incrementata partecipazione in Commerzbank fino al 26%; attraverso derivati strutturati può assicurare a Orcel plusvalenza minima di €200 mln

La banca italiana ha sottoscritto put option lunghe con investment bank internazionali per proteggersi dal ribasso, mentre valuta scenari di OPA, fusione o acquisizione di singoli asset della seconda banca tedesca

06 Gennaio 2026

Unicredit, incrementata partecipazione in Commerzbank fino al 26%; attraverso derivati strutturati può assicurare a Orcel plusvalenza minima di €200 mln

Andrea Orcel, CEO Unicredit

Unicredit può garantire a Orcel una plusvalenza di almeno 200 milioni dai derivati su Commerzbank. La banca italiana ha strutturato contratti derivati sulla partecipazione nella seconda banca tedesca, proteggendosi dal rischio di ribasso e aprendo scenari di exit o fusione. Questo, secondo quando riportato da Milano Finanza.

L’ingresso in Commerzbank e la strategia di hedging

Unicredit ha iniziato la sua partecipazione in Commerzbank nel settembre 2024, acquisendo inizialmente il 4,5% del capitale dallo Stato tedesco e un ulteriore 4,5% sul mercato. Nei mesi successivi, la quota è stata incrementata fino al 26% e potrebbe rapidamente salire al 29,9%, soglia massima prevista dalla legge tedesca e già autorizzata dalla Bce.

Per tutelarsi da eventuali ribassi del titolo, Unicredit ha strutturato una strategia di hedging tramite derivati, coinvolgendo diverse controparti internazionali di primo piano, tra cui Citi, BofA, Jefferies e Barclays. Tra i contratti sottoscritti figurano put option lunghe che conferiscono alla banca il diritto di vendere le azioni a un prezzo predeterminato entro una scadenza fissata.

L’effetto dei derivati sulla quota

Secondo le stime, i derivati garantirebbero a Unicredit una plusvalenza minima di circa 200 milioni di euro, cifra che rappresenta un floor di guadagno indipendente dall’andamento del titolo. In altre parole, anche in caso di flessione del prezzo delle azioni, la banca italiana avrebbe comunque un ritorno economico certo dalla strategia di hedging.

Nonostante l’opposizione della banca tedesca e del governo di Berlino, il CEO di Unicredit, Andrea Orcel, ha confermato l’intenzione di proseguire le trattative: "Rispettiamo il governo tedesco, che è uno stakeholder cruciale. Speriamo però che nel tempo vedano la luce anche le nostre ragioni e che la veda anche Commerzbank", ha dichiarato recentemente.

Le alternative sul tavolo: OPA, fusione e acquisizione di asset

In caso di accordo, l’esito più probabile sarebbe un’OPA seguita da una fusione tra le due banche, scenario che potrebbe generare sinergie significative stimate in centinaia di milioni di euro, anche grazie al differenziale di efficienza tra i due istituti: Commerzbank ha chiuso il 2024 con un cost-income ratio del 59%, contro il 46% di Unicredit.

Un terzo scenario considerato dal mercato riguarda l’acquisizione di singoli asset di Commerzbank. Tra le possibilità vi è l’acquisto della controllata polacca mBank, che permetterebbe a Unicredit di tornare sul mercato di Varsavia dopo otto anni di assenza dalla cessione di Bank Pekao.

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