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OMR, Bonometti: "Europa rischia la deindustrializzazione, necessario ridurre l'Iva e avere una politica industriale dell’auto"

Marco Bonometti, Presidente e AD OMR: "Riteniamo sbagliato mettere al bando i motori diesel ed endotermici entro il 2035". L'intervista a Il Giornale d'Italia

30 Giugno 2022

Marco Bonometti, Presidente e Amministratore Delegato OMR, ha spiegato a Il Giornale d'Italia

"Oggi parliamo della situazione del mercato dell’auto in Europa e in particolare in Italia, a seguito della decisione del Consiglio Europeo di mettere al bando al 2035 i motori diesel ed endotermici. Noi siamo convinti che questa sia una scelta sbagliata che si ripercuoterà negativamente su tutta l’industria europea. Creerà posti di lavoro in meno e molte aziende saranno destinate a chiudere.

Quando avvengono questo tipo di rivoluzioni abbiamo bisogno di più tempo per permettere alle aziende di ridisegnarsi e rinventarsi. Il problema è nato quando è stato definito il green deal che prevedeva una transizione energetica. Oggi non abbiamo abbastanza energia per far girare le fabbriche, immaginate nel 2030 come faremo ad alimentare le batterie con la promessa dell’Europa di energia pulita. Come industriali siamo sempre stati favorevoli alla decarbonizzazione e alla difesa dell’ambiente, con questa iniziativa rischiamo che l’unica cosa che sarà penalizzata sarà proprio l’ambiente.

Abbiamo sempre sostenuto la neutralità tecnologica: di fronte all’innovazione che corre velocemente non possiamo definire delle regole che andranno applicate fra 10 anni. Eravamo propensi per la riduzione del 90% delle emissioni per lasciare che tutte le trazioni avessero parità di dignità. Parlo di trazioni elettriche e di quelle endotermiche con emissioni zero di CO2. Vogliamo che venga definita una regola chiara e oggettiva di come va misurata la CO2 nell’ambiente.

Un altro argomento importante è che l’Europa rischia la deindustrializzazione, rispetto all’Asia e all’America rischia di essere penalizzata sotto il profilo della competitività. Oggi dipendiamo dalla Russia per il gas, domani anche per le materie prime e dipenderemo dalla Cina per le batterie. Le prospettive sono preoccupanti, manca una politica industriale europea dell’auto.
Oggi con i costi dell’energia e del gas che continuano ad aumentare abbiamo un’inflazione che ci farà rivedere il tutto. Noi abbiamo fatto delle proposte come quella di ridurre l’IVA in Europa, ma sopratutto insistiamo perché vengano fatte delle misure strutturali di competitività: l’Europa deve ritrovare quella competitività di un tempo".

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