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Imprese, Bonomi (Confindustria): "Produrre è diventato antieconomico, così si rischia recessione tecnica"

Carlo Bonomi, Presidente Confindustria: "Il 16% delle imprese italiane ha sospeso o ridotto le produzioni e se proseguiremo con queste condizioni nei prossimi tre mesi un altro 30% di queste farà lo stesso"

04 Aprile 2022

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, in occasione dell'incontro "Le priorità di sviluppo per le imprese":

"La crescita è la stella polare che dovrebbe avere questo Paese. Tutti dicono che la ricchezza, la crescita arriva dalle imprese ma quando bisogna prendere le decisioni vediamo che non si va in quella direzione, molte volte le decisioni sono finalizzate al dividendo elettorale e non alla crescita del Paese. Si decide di tagliare sull’industria in un Paese che per decenni si è deciso sulla spesa corrente piuttosto che sugli investimenti”.

“Stiamo vivendo un biennio particolare iniziato con la pandemia e oggi con invasione dell’Ucraina. Anni che hanno messo a dura prova l’industria, dal 2008 è avvenuta grande trasformazione nell’industria italiana che si è patrimonializzata anche nelle piccole e medie imprese, che ha investito in ricerca, competenze per questo abbiamo retto alla crisi della pandemia, siamo arrivati rafforzati, industria italiana molto responsabile. Abbiamo assorbito nelle nostre filiere tutti gli aumenti che sono arrivati, delle materie prime, energetici con molta responsabilità di ci siamo a assunti questi aumenti, ma oggi non possiamo più, perché produrre è diventato antieconomico. Il 16% delle imprese italiane ha sospeso o ridotto oggi le produzioni e se proseguiremo con queste condizioni nei prossimi tre mesi un altro 30% delle imprese italiane ridurrà o sospenderà le produzioni, metà del sistema industriale italiano andrà a scartamento ridotto, questo è un problema per il Paese. L’aumento del PIL era previsto oltre il 4% ma se continuiamo così la crescita sarà di meno della metà. E se teniamo conto dell’effetto di trascinamento positivo del grande rimbalzo dell’anno scorso vuol dire che nel primo semestre di quest’anno saremmo in recessione tecnica. I fatti dimostrano che l’industria manifatturiera non si è piegata ha resistito con caparbietà e coraggio”.

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