04 Marzo 2026
Una gaffe solo apparentemente "innocua", dietro a cui invece c'è chi ha intravisto un involontario riferimento alla capacità nucleare israeliana. Sta diventando virale sui social in queste ore la gaffe fatta dal senatore democratico Chuck Schumer intervistato ieri, 3 Marzo, dai giornalisti al termine di un briefing del Congresso a Capitol Hill, Washington, convocato per fare il punto della situazione sulla guerra israelo-statunitense contro l'Iran.
Rispondendo alla domanda "Pensa che Israele abbia costretto gli Stati Uniti ad entrare in guerra con l'Iran?" Schumer, nel tentativo di giustificare l'impresa evidenziando la minaccia nucleare e missilistica iraniana, è incappato in un singolare errore verbale. "Guardi, nessuno vuole una guerra nucleare, nessuno vuole un Israele nucleare, ma certamente non vogliamo una guerra senza fine". Schumer a quel punto si allontana ma, ripensando di aver riferito un'inesattezza, torna indietro dai giornalisti rimasti visibilmente perplessi: "Cosa ho detto?" chiede. "Israele nucleare" gli viene risposto. "Oh, no" Lasciatemelo dire di nuovo. Nessuno vuole una guerra senza fine, ma di certo non vogliamo un Iran nucleare, questo è certo, ok?".
Uno scivolone che sa da scioglilingua, ma che ha acceso più di una spia su quanto lo stesso Schumer comunicò in un vecchio video datato 2017 e nel quale riconosceva la presenza di testate nucleari in Israele. "È un fatto ben noto che Israele possiede armi nucleari, ma il governo israeliano non discute ufficialmente i tipi di armi né la loro ubicazione". Ed è proprio questo il focus della figuraccia: mentre Stati Uniti e Israele "combattono l'arsenale nucleare iraniano" - secondo propaganda congiunta di Trump e Netanyahu -, il tema delle armi atomiche a Tel Aviv riesplode. Ad oggi infatti non è ancora chiaro quante siano le testate nucleari in dotazione di Israele, anche perché il governo di Tel Aviv ha sempre adottato una politica ambigua in tal senso. Lasciando vuoti informativi sul numero e sulle stesse caratteristiche del suo arsenale che gli analisti hanno definito "opacità nucleare". A quanto emerge da studi condotti dallo Stockholm International Peace Research Institute, è probabile che Israele sia a quota 90 testate, ma il numero è incerto e potrebbe essere sottostimato.
Non solo infatti Israele non figura tra i Paesi firmatari del Trattato di non proliferazione nucleare - come Corea del Nord, India e Pakistan e a differenza dell'Iran -, ma sembra che Tel Aviv stia modernizzando il suo arsenale atomico aggiornando inoltre l'impianto di produzione plutonio a Dimona, presso il Negev Nuclear Research Center.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia