31 Gennaio 2026
Almeno 10 persone sono morte e altre 30 sono rimaste ferite in diverse esplosioni che hanno colpito l'Iran questo pomeriggio. Le detonazioni sono state segnalate vicino allo stretto di Hormuz, nelle città di portuali iraniane di Bandar Abbas e Ahvaz, a Karaj e nel quartiere Parand di Teheran, alimentando per ore confusione e timori su possibili incidenti di sicurezza e attacchi israelo-statunitensi.
Le autorità iraniane hanno successivamente chiarito che entrambe le esplosioni, sia a Bandar Abbas sia ad Ahvaz, sono state causate da una fuga di gas. Secondo quanto riportato però da alcune fonti locali, le esplosioni non sarebbero banali incidenti, ma dovute ad "attacchi di Cia e Mossad" che, come nel caso delle proteste anti-regime delle scorse settimane, tentano di "destabilizzare il Paese e di mettere in atto un regime-change".
Il capo dei vigili del fuoco della città di Ahvaz ha spiegato che "in seguito a un'esplosione di gas in un edificio di quattro unità a Kianshahr, quattro membri di una famiglia, tra cui il padre, la madre e i loro due figli, hanno perso la vita", dichiarazione riportata da Iran International. A Bandar Abbas, il responsabile dei vigili del fuoco ha dichiarato che "la causa principale dell'esplosione" è stata "una fuga di gas", anche se "sono in corso ulteriori indagini per determinare i dettagli esatti dell'incidente".
Le notizie relative a una presunta ulteriore esplosione a Parand, nei pressi di Teheran, sono state successivamente smentite. Il governatore di Robat Karim, citato dalla Mehr News Agency, ha spiegato che la fonte del fumo segnalato in tutta la città era "un incendio nei canneti secchi lungo le rive del fiume Shur" e non un’esplosione. Il governatore ha aggiunto che "non c'è motivo di preoccuparsi per i residenti" e che le autorità competenti stanno indagando sull’accaduto, definendolo "un'azione dannosa per l'ambiente".
Rimangono tuttavia dubbi su come tutte queste esplosioni siano dovute a "fughe di gas" ed "episodi accidentali", tutti avvenuti in contemporanea. Di fatto, le esplosioni sono state segnalate anche sullo stretto di Hormuz, dove vi è il quartiere generale della Marina iraniana, un target molto probabile per attacchi Usa e Israeliani. Alcune fonti locali riportano come il quartier sarebbe stato "mancato da alcuni droni", ma comunque preso di mira, cosa che le fonti governative iraniane per il momento smentiscono.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) infatti ha respinto le voci circolate sui social media secondo cui l’esplosione avrebbe preso di mira membri della sua sezione navale. Secondo quanto riportato da Fars News, vicino all’IRGC, "non si è verificato alcun attacco con droni al quartier generale della Marina dell'IRGC a Hormozgan e nessun edificio affiliato a questa forza è stato danneggiato".
Le esplosioni si sono verificate mentre l’IRGC si prepara a condurre esercitazioni navali a fuoco vivo nello Stretto di Hormuz, area strategica lungo la quale si trova anche il porto di Bandar Abbas. In questo contesto, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) aveva invitato questa mattina le Guardie Rivoluzionarie a svolgere le operazioni "in modo sicuro, professionale ed evitando inutili rischi per la libertà di navigazione del traffico marittimo internazionale". Il CENTCOM ha inoltre avvertito che "qualsiasi comportamento non sicuro e non professionale nei pressi delle forze armate statunitensi, dei partner regionali o delle navi commerciali aumenta i rischi di collisione, escalation e destabilizzazione".
Nel frattempo, Israele ha negato qualsiasi coinvolgimento negli episodi. Due funzionari israeliani hanno dichiarato a Reuters che Israele non è coinvolto nelle esplosioni in Iran. Un’altra fonte di sicurezza ha affermato a N12 News che Israele e gli Stati Uniti non stanno attualmente conducendo attività nella regione e che le esplosioni sarebbero state probabilmente causate da un "incidente interno". Il Pentagono, interpellato dalla Reuters, non ha rilasciato commenti immediati.
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