31 Gennaio 2026
BBuenos Aires, 31 gen. (askanews) - Migliaia di persone sono scese in piazza a Buenos Aires per chiedere un intervento immediato del governo contro i vasti incendi che stanno devastando la Patagonia argentina.
I manifestanti hanno sfilato fino al ministero della Sicurezza, denunciando l'inerzia delle autorità mentre le fiamme hanno già distrutto oltre 40 mila ettari di foreste e terreni agricoli nel sud del Paese.
Dalla provincia di Chubut a quelle di Rìo Negro, Neuquén e La Pampa, i roghi sono attivi da settimane. Il più grave ha colpito il parco nazionale Los Alerces, una delle aree naturali più importanti dell'Argentina.
Di fronte alla pressione delle proteste e alle richieste dei governatori patagonici, il governo del presidente Javier Milei ha dichiarato lo stato di "emergenza incendi", annunciando misure straordinarie per coordinare l'intervento delle autorità nazionali e provinciali.
Ma sul terreno la situazione resta critica. Centinaia di pompieri continuano a lottare contro focolai difficili da controllare, mentre il ritorno del caldo rischia di riattivare le fiamme nelle zone già colpite.
Secondo ambientalisti e opposizione, l'emergenza mette in luce anni di sottofinanziamento della prevenzione e del sistema dei parchi nazionali. Una crisi che ora arriva anche in Parlamento, dove si chiede una risposta strutturale e non solo emergenziale.
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