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Venezuela, Machado pronta a "condividere" Nobel con Trump: "Ha sconfitto una tirannia; Caracas diventerà principale alleato Usa" - VIDEO

Dicendosi pronta a tornare in Venezuela e a trasformare il suo Paese nel "principale alleato statunitense" dell'America Latina, Machado è tornata a incensare Trump come un 'libertador', offrendosi (per la seconda volta) di dedicargli il Premio Nobel tanto ambito

07 Gennaio 2026

"Vogliamo cederglielo, condividerlo con lui": queste le parole usate dalla leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado alla domanda del conduttore radiofonico di Fox News Sean Hannity sulla possibilità di "offrire a Trump il Premio Nobel per la Pace".

Venezuela, Machado pronta a "condividere" Nobel con Trump: "Ha sconfitto una tirannia; Caracas diventerà principale alleato Usa" - VIDEO

Intervistata a Fox News, la neo Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado è tornata a parlare di quanto accaduto in Venezuela con l'operazione militare statunitense, operazione (di aggressione "illegittima") giustificata però dalla leader 58enne come "liberatoria". "Il premio che è stato conferito al popolo venezuelano - ha detto Machado in diretta - l'ho dedicato a Donald Trump perché sarebbe stato impossibile ottenere ciò che ha realizzato sabato [3 Gennaio, ndr]. Se lo meritava: ha dimostrato al mondo che fa ciò che dice e passerà alla storia per come ha sconfitto una tirannia".

Machado è tornata così a incensare l'operato del Presidente Usa - da molti invece considerato "illegittimo" e condotto in sfregio alle leggi costituzionali - esaltando l'"alleato statunitense" come "più sicuro" e dicendosi pronta a rendere il Venezuela "il principale alleato" di Washington in America Latina. Gli elogi di Machado nei confronti del tycoon non si sono risparmiati, nonostante Trump l'abbia pubblicamente "scaricata" preferendo a lei l'attuale Presidente ad interim Delcy Rodriguez. Su di lei, lo scorso 3 Gennaio da Mar-a-Lago, Trump aveva detto: "sarebbe molto difficile per lei essere leader. Non ha il sostegno o il rispetto necessari all'interno del Paese. È una brava donna, ma non ha il rispetto necessario". Ma le parole del tycoon sono sembrate scivolarle addosso quando, al giornalista Sean Hannity, Machado ha rivendicato la legittimità della sua carica se non avesse perso "per condizioni fraudolente", accusando la Rodriguez di essere "una dei principali architetti di tortura, persecuzione, corruzione e narcotraffico".

"È una delle principali alleate e intermediarie di Russia, Cina e Iran e non certo una persona di cui gli investitori internazionali possano fidarsi". Continuando una narrativa comoda all'establishment statunitense, Machado si è detta pronta a tornare in Venezuela: "Tornerò il prima possibile. Ogni giorno decido dove posso essere più utile alla nostra causa. Ecco perché sono rimasta nascosta per oltre 16 mesi, ed è per questo che ho deciso di uscire". Due giorni fa fonti vicine alla Casa Bianca affermavano che alla base della decisione di Trump di escludere Machado dal governo ad interim vi era la decisione della stessa di aver accettato il Nobel. Motivazione evidentemente troppo superficiale e, infatti, smentita poco dopo dallo stesso Trump.

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