01 Gennaio 2026
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha tenuto un breve discorso di auguri per le feste natalizie e per il nuovo anno reputato choc da molti osservatori internazionali. Von der Leyen ha infatti parlato di un'emergenza legata alla "manipolazione dell'informazione" sui social network, per cui noi tutti dovremmo "vaccinarci come da un virus in maniera preventiva". Numerosi osservatori hanno però notato che questo discorso abbia portato a una sorta di "censura preventiva": l'Ue, con le sue norme digitali, ha rimosso oltre 8000 contenuti perché "non conformi al pensiero unico".
Nel corso del Copenhagen Democracy Summit Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha delineato la strategia dell’Unione contro la manipolazione dell’informazione, suscitando un acceso dibattito sul confine tra lotta alla disinformazione e libertà di espressione. Nel suo intervento, von der Leyen ha affermato: "Con l’evolversi della tecnologia, dobbiamo costruire un’immunità sociale attorno alla manipolazione dell’informazione" e ha aggiunto che "la ricerca ha dimostrato che il pre-bunking è molto più efficace del debunking".
Spiegando la metafora, ha detto: "Pensate alla manipolazione dell’informazione come a un virus. Invece di curare un’infezione che ha già preso piede — questo è il debunking — è molto meglio vaccinare il corpo in modo che sia inoculato. Il pre-bunking è lo stesso approccio". Ha inoltre sottolineato l’importanza della conoscenza delle tecniche di disinformazione: "Poiché la disinformazione si basa sul fatto che le persone la trasmettano ad altri, è essenziale che le persone sappiano quale sia l’influenza delle informazioni dannose e quali tecniche ci siano dietro" e "man mano che la conoscenza aumenta, le nostre possibilità di essere influenzati diminuiscono".
La strategia di pre-bunking proposta da von der Leyen si basa sull’idea di prevenire la diffusione di informazioni manipolate prima ancora che raggiungano il pubblico, rafforzando competenze di alfabetizzazione digitale e critica.
Questa metafora ha suscitato critiche anche perché si inserisce in un contesto in cui l’Unione Europea, attraverso il Digital Services Act (DSA), impone alle grandi piattaforme di rimuovere contenuti che violano le norme su illegalità e discriminazione, con multe e sanzioni finanziarie molto elevate. Secondo i dati più recenti, in periodi elettorali le piattaforme come Meta hanno rimosso decine di milioni di post in base alle loro policy e agli obblighi di legge.
Tuttavia, critici e difensori della libertà di parola temono che tali politiche possano sfociare in una forma di “censura preventiva”, in cui le piattaforme e le autorità identificano ciò che è considerato manipolativo prima che sia diffuso, con possibili effetti restrittivi sul dibattito pubblico.
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