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Ucraina, Zelensky alimenta retorica bellicista: "Non credo a Putin, raid contro la sua casa è scusa per cancellare Kiev", Peskov: "Follia" - VIDEO

Nel corso di un'intervista a Fox News col giornalista Bret Baier, Zelensky è tornato a esprimere il suo scetticismo verso Putin giocando la parte della vittima e definendo "pretesto" il raid contro la residenza dello zar

30 Dicembre 2025

"Non credo a Putin, né vuole il successo dell'Ucraina. I droni contro la sua abitazione a Novgorod? Un chiaro pretesto per radere al suolo Kiev e i suoi edifici governativi". Parola di Volodymyr Zelensky che, servendosi del recente attacco con droni contro la residenza dello zar, è tornato ad aizzare il fuoco delle ostilità dopo che un quasi-accordo tra Russia e Ucraina si stava avvicinando, secondo le rosee aspettative statunitensi.

Ucraina, Zelensky alimenta retorica bellicista: "Non credo a Putin, raid contro la sua casa è scusa per cancellare Kiev", Peskov: "Follia" - VIDEO

Poche ore dopo la notizia dell'esito "positivo e costruttivo" dei colloqui di pace tra il presidente ucraino Zelensky e l'omologo Usa Trump, arrivava da Novgorod la notizia dell'attacco ucraino contro la residenza statale dello zar, con ben 91 droni. Attacco di cui il Cremlino ha incolpato Kiev, definendolo "attacco terroristico" e annunciando come naturale conseguenza, un "irrigidimento delle posizioni" negoziali. L'attacco arriva come una mossa chiaramente provocatoria dopo il vertice di Mar-a-Lago, su cui però Zelensky ha astutamente respinto ogni responsabilità definendo le accuse di Mosca una "menzogna".

Non è la prima volta che Zelensky, sul bel mezzo di trattative che possono segnare svolte diplomatiche e far finire una volta per tutte il sanguinoso conflitto, fa dietro-front scegliendo l'alternativa bellicista. Nonostante la dichiarata disponibilità e l'impegno in negoziati risolutivi, il raid contro la casa di Putin ha segnato il punto di scrollamento di un accordo che sembrava aver imboccato la strada giusta. In più occasioni, dopotutto, Zelensky ha palesato il suo scetticismo verso le intenzioni pacifiche di Putin. L'ultima è arrivata durante un'intervista ai microfoni di FoxNews dove, commentando una frase di Trump sul desiderio dello zar di volere il "successo ucraino", Zelensky ha puntato i piedi. Di nuovo: "Non gli credo. Può dire queste cose a Trump, ma sono tutte bugie".

E la disinformazione di Zelensky davanti al giornalista Bret Baier è continuata, pur di rendere vittoriosa la causa ucraina e mostrare come il conflitto lo stia "vincendo" Kiev: "I loro soldati stanno diminuendo. Quest'anno, è la prima volta che il numero del loro esercito ha smesso di aumentare. Quindi pensiamo che il 2026 fermerà la guerra".

Altri sono stati i temi in oggetto: l'industria di droni in Ucraina, finanche il grosso problema della corruzione, su cui però Zelensky non ha battuto ciglio. "Le agenzie di anti-corruzione fanno ciò che devono fare. Hanno piena indipendenza, nessuno le ferma". Poi, dopo l'attacco alla casa di Putin, la retorica del presidente ucraino è tornata a farsi più calda, riprendendo i moduli soliti: "Un'altra bugia dalla Russia. Non vogliono finire la guerra. Sanno finirla solo con la pressione contro di loro. Stanno cercando un pretesto per colpire la capitale e, probabilmente, gli edifici governativi(...) Un attacco potrebbe essere colpito contro la capitale". Oggi, 30 Dicembre, la risposta del Cremlino: "Zelensky sta cercando di negarlo e molti media occidentali, facendo il gioco del regime di Kiev, hanno iniziato a insistere sull'affermazione che non sia accaduto nulla. Ma questa è un'affermazione totalmente folle"

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