20 Febbraio 2026
Una legge storica è stata approvata all'unanimità dall'Assemblea Nazionale venezuelana: l'amnistia sarà, da oggi in poi, concessa a centinaia di oppositori politici incarcerati dopo il 1999. Il Parlamento del Venezuela ha così approvato - su pressione statunitense - una legislazione rivolta a coloro che sono stati perseguitati e condannati per motivi politici negli ultimi 27 anni, ovvero dall'inizio della presidenza di Hugo Chavez fino ad oggi.
La decisione di un'amnistia rivolta ad oppositori politici era stata presa e annunciata da Delcy Rodríguez già a fine Gennaio, chiedendo che la misura venisse sottoposta "urgentemente" all'attenzione dell'Assemblea Nazionale. L'annuncio era stato fatto alla Corte Suprema in seno all'apertura del nuovo anno giudiziario, e seguiva il flusso di scarcerazioni che erano state intraprese subito dopo la destituzione di Maduro per mano statunitense.
La legge, ora dunque approvata, sarà applicata in modo retroattivo e servirà - comunicava la Rodríguez un mese fa - a "riparare le ferite lasciate dal confronto politico attraverso la violenza e l'estremismo, a ripristinare giustizia e convivenza nel nostro Paese". La legge però prevede importanti distinguo: non beneficiano della nuova legislazione persone condannate per omicidio, corruzione, traffico di droga, violazioni dei diritti umani, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Una notizia che si accompagna all'annuncio della Presidente ad interim alla Corte Suprema col quale dichiarava la chiusura di El Helicode, il centro di detenzione più temuto del Venezuela, sede del Servicio Bolivariano de Inteligencia Nacional e usato per anni come prigione di oppositori politici, e di giornalisti ed attivisti.
"Bisogna saper chiedere perdono e bisogna anche saper ricevere il perdono" sono state le parole della Presidente ad interim dopo la promulgazione della legge. Davanti alle principali prigioni del Paese, tra cui El Rodeo, nugoli di parenti e famiglie dei detenuti si erano formati in attesa che l'Assemblea Nazionale si esprimesse. Era stato annunciato anche uno sciopero della fame, subito sospeso dopo la notizia. Per il Venezuela si tratta di una legge storica, certamente influenzata dall'ascendente che gli Stati Uniti stanno avendo su Caracas da settimane ormai.
La stessa Maria Corinne Machado, il cui stretto alleato ed ex vice dell'Assemblea Juan Pablo Guanipa, aveva specificato il motivo di questo importante dietro front: "Non è un gesto volontario del regime, ma la risposta alle pressioni del governo degli Stati Uniti".
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