29 Dicembre 2025
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che nella notte tra domenica e lunedì l’Ucraina avrebbe lanciato un massiccio attacco con 91 droni a lungo raggio contro la residenza presidenziale situata sul lago Valdai, nella regione di Novgorod nel nord-ovest della Russia. L’episodio, avvenuto tra la sera e la mattina successiva, sarebbe stato completamente neutralizzato dai sistemi di difesa aerea russi prima che i velivoli senza pilota raggiungessero l’obiettivo.
Secondo quanto riferito da Lavrov, non si registrano feriti né danni materiali. Tuttavia, la risposta politica e militare di Mosca si preannuncia immediata. In un messaggio audio diffuso sul canale Telegram del Ministero degli Esteri, il capo della diplomazia russa ha avvertito: "Tali azioni sconsiderate non rimarranno senza risposta", aggiungendo che "sono stati determinati obiettivi per attacchi di rappresaglia e i tempi della loro esecuzione da parte delle forze armate russe".
Lavrov ha inoltre sottolineato che l’episodio avrà conseguenze dirette sul piano diplomatico. La Russia, ha spiegato, "rivedrà la sua posizione negoziale tenendo conto" dell’attacco, definito un "attacco terroristico", parlando del "definitivo passaggio del regime di Kiev alla politica del terrorismo di Stato". Allo stesso tempo, il ministro ha precisato che Mosca "non intende ritirarsi dal processo negoziale con gli Stati Uniti".
Nel frattempo, Zelensky si è limitato a negare l'attacco con un semplice "menzogne".
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