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Pignoletto, tasso ubriaco di fichi di nuovo in libertà: la storia a lieto fine. IL VIDEO

Era finito in coma etilico dopo avere mangiato troppa frutta. La storia che ha commosso tutta Modena

22 Settembre 2021

Il tasso Pignoletto, trovato ubriaco di fichi in provincia di Modena, è tornato in libertà! Buone notizie e complimenti al team che lo ha salvato. “Pignoletto si è subito diretto verso la pianta di fichi, dove aveva fatto la famosa scorpacciata che lo aveva messo ko a causa dell’elevato tasso alcolico”. Così Piero Milani, Direttore del Centro Fauna Selvatica “Il Pettirosso” di Modena, in merito alla liberazione del tasso.

Pignoletto, tasso ubriaco di fichi di nuovo in libertà

Pignoletto, questo il nome datogli dagli ormai affezionati che hanno seguito la sua storia, era finito in coma etilico dopo avere mangiato troppa frutta, ma ora la buona notizia: si è ripreso perfettamente grazie all’intervento e alle successive cure dei volontari, che lo avevano recuperato in un campo di Sestola, sull’Appennino modenese, dopo la segnalazione di un residente della zona. “Il nostro amico – puntualizza Milani – si è ripreso completamente e la sua liberazione, avvenuta domenica scorsa 19 settembre, nello stesso campo di Sestola in cui era stato recuperato, ha attirato la curiosità di tante persone, intere famiglie con bambini, che sono venute ad assistere. Pignoletto sapeva orientarsi perfettamente e, dopo quale attimo di esitazione, non essendo abituato alla presenza umana, in quanto animale selvatico, è tornato nel suo ambiente. Nella zona ci sono altre piante di frutta, ma meno zuccherina dei fichi, la cui stagione è ormai finita, per cui il tasso dovrebbe rimanere sobrio senza difficoltà.

Tasso ubriaco di fichi: la storia 

A notare la presenza dell'animale disteso sull'erba e privo di sensi è stato il signor Roberto Bazzani, che abita in zona e che all'inizio pensava fosse morto: immediatamente ha avvertito la struttura modenese, dalla quale sono così subito partiti i volontari per soccorrerlo. Dalle analisi effettuate sul suo corpicino è emerso che i fichi, fermentati nello stomaco, avevano aumentato talmente tanto il livello glicemico nel sangue, al punto da farlo entrare in coma. “Ha rischiato come rischiano diversi altri animali in questi casi, ma anche come le persone quando finiscono in coma etilico” spiega Piero Milani, responsabile del centro che si è preso cura dell'animale, ribattezzato Pignoletto in onore (e con la giusta dose di ironia) del celebre vino prodotto proprio dalle sue parti. “Piano piano è riuscito a riprendere i giri, come si dice -continua Milani-, ma anche ripreso la direzione della pianta di fichi: pensiamo di averlo ospite ancora per qualche volta”.

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