31 Marzo 2026
Luca Luciani, AD Telepass
Entra nel vivo il processo di cessione di Telepass, con la presentazione delle offerte non vincolanti attesa entro la giornata. L’operazione, avviata nei mesi scorsi dagli azionisti, riguarda il possibile passaggio di mano del 100% della società, attualmente controllata al 51% da Mundys e al 49% dal fondo Partners Group. La valutazione complessiva potrebbe superare i 3,5 miliardi di euro.
Il dossier ha attirato l’interesse di un ampio spettro di investitori, tra fondi infrastrutturali, operatori di private equity e player industriali internazionali. Tra i nomi in campo figura Advent International, già interessato alla società in passato. Parallelamente si sta delineando un possibile consorzio guidato dalla portoghese Brisa, attiva nei sistemi di telepedaggio con Via Verde, insieme al fondo pensione olandese APG e all’infrastrutturale Stonepeak.
Tra gli altri soggetti interessati compare anche il gruppo francese InfraVia Capital Partners, mentre restano in osservazione ulteriori potenziali acquirenti come Warburg Pincus e Morrison & Co.
Tra le indiscrezioni più rilevanti emerge anche il possibile coinvolgimento di Bending Spoons. La società milanese, nota per una strategia di crescita basata su acquisizioni internazionali – tra cui WeTransfer, Evernote e Meetup – potrebbe valutare un’offerta sostenuta dai propri investitori. Tuttavia, le dimensioni dell’operazione rendono il dossier particolarmente impegnativo, anche in vista di eventuali sviluppi futuri come una possibile quotazione.
Telepass rappresenta un asset di primo piano nel panorama europeo dei servizi di mobilità. Il gruppo conta oltre 6 milioni di clienti e detiene una quota superiore al 90% nel mercato italiano del telepedaggio, con una presenza estesa in circa 20 Paesi europei.
Dal punto di vista finanziario, la società ha registrato una crescita significativa: il fatturato è passato da 436 milioni di euro nel 2024 a oltre 500 milioni nel 2025. Anche la redditività appare solida, con un Ebitda che si attesta intorno ai 300 milioni a fine 2025.
Dopo la fase delle offerte non vincolanti, il processo prevede la presentazione delle proposte definitive tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. L’obiettivo è arrivare a un possibile cambio di controllo entro l’estate.
Sia Partners Group sia Mundys sono orientati a dismettere le rispettive partecipazioni, ma la decisione finale dipenderà dalle valutazioni espresse dal mercato. In particolare, l’azionista di maggioranza sarebbe disposto a cedere solo a fronte di un’offerta ritenuta adeguata, lasciando aperto l’esito finale della competizione.
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