17 Febbraio 2026
andrea orcel, amministratore delegato unicredit
UniCredit ha comunicato la conclusione e la registrazione dell’aumento gratuito di capitale sociale da Euro 55.254.277,52 — corrispondente a 4.011.787 nuove azioni — finalizzato all’attuazione del sistema incentivante di gruppo, come deliberato dal Consiglio di Amministrazione l’8 febbraio 2026. Con questa operazione, eseguita con atto del 16 febbraio 2026 e depositata presso il Registro delle Imprese, il capitale sociale della Banca è ora di Euro 21.509.089.303, suddiviso in 1.561.686.963 azioni senza valore nominale, con modifiche statutarie agli articoli 5 e 6.
Negli ultimi giorni UniCredit ha anche presentato i risultati consolidati al 31 dicembre 2025, che segnano il miglior anno della sua storia recente. Il Gruppo ha conseguito un utile netto di circa €10,6 miliardi, in crescita di oltre il 12-14% rispetto al 2024, con 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e di qualità e un RoTE superiore al 19%. I ricavi netti si sono attestati a circa €23,9 miliardi, con un margine di interesse resiliente e una forte contribuzione di commissioni e risultati assicurativi, che hanno rappresentato oltre un terzo dei ricavi totali. UniCredit ha mantenuto una efficienza operativa tra le più basse del settore con un rapporto costi/ricavi attorno al 38% e ha confermato una solida posizione patrimoniale con un CET1 ratio attorno al 14,7%.
Nel quadro dei risultati, la Banca ha annunciato distribuzioni agli azionisti per circa €9,5 miliardi per l’esercizio 2025, di cui circa €4,75 miliardi rappresentati da dividendi, con un dividendo per azione in aumento di oltre il 30%.
Sul fronte delle operazioni strategiche, UniCredit continua a consolidare la sua presenza internazionale. Nel corso del 2025 ha infatti aumentato la quota in Commerzbank – la grande banca tedesca – fino a circa il 29%, rafforzando la propria posizione di principale azionista senza richiedere rappresentanza in consiglio.
Sul mercato azionario, nel 2025 la performance complessiva della Borsa italiana è stata positiva, con il FTSE MIB che ha segnato una crescita superiore al 30% nell’anno, riflettendo l’interesse per i titoli bancari e finanziari in un contesto di forte ripresa degli indici europei
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