16 Febbraio 2026
Marco Vulpiani, Senior Partner e Head of Deloitte Economics, in occasione dell'evento "Fiber Switch On: l'accesso al futuro è adesso" della LUISS, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia.
Quali effetti prevede il report sulla fibra FTTH che ha presentato sul mercato del lavoro e sull'occupazione in Italia?
"Lo studio evidenzia due effetti, uno legato al periodo di costruzione che ha favorito crescita economica e occupazione; l'altro legato all'utilizzo della infrastruttura che risulterà più significativo di quello che è il periodo di costruzione. Per il periodo di costruzione per ogni euro speso si avrà un impatto sul PIL di €1,1; invece per il periodo di utilizzo per ogni euro se ne avranno €3,3, per un totale di €4,4 in più di valore aggiunto".
Come le vostre ricerche aiutano a misurare e interpretare l'impatto delle infrastrutture e della trasformazione digitale?
"Le analisi che effettuiamo si focalizzano sugli impatti socioeconomici, cioè cercano di catturare quello che è il valore sull'economia complessivamente generato dall'infrastruttura, sulla base di modelli consolidati in letteratura che tendono a valutare gli impatti diretti, indiretti e indotti in termini sia di contribuzione al PIL, che in termini di occupazione sostenuta dall'iniziativa. Molto importante per vedere queste infrastrutture se effettivamente hanno un impatto significativo sull'economia significativo".
Dove si concentrà il principale contributo della fibra sulla crescita economica?
"A mio avviso sulla fase di utilizzo della fibra. L'aspetto interessante è che la fibra con questo progetto copre le aree più remote, le cosiddette aree a economia fallimentare, che da sole non verrebbero raggiunte secondo un principio di mercato, per cui è necessario l'intervento del contributo pubblico. Queste aree in Italia possono avere un patrimonio culturale significativo e uno ambientale molto importante, ma sono caratterizzate da un fenomeno di abbandono e di spopolamento. Favorendo lo sviluppo di imprenditoria locale e delle forme innovative di smartworking o di iniziative sul posto, si promuove la valorizzazione da un punto di vista economico e socio-culturale di queste aree, contribuendo inoltre a frenare il fenomeno dello spopolamento, soprattutto di quei borghi che hanno un interessantissimo profilo socio-culturale, che per ragioni di carenza di posti di lavoro, sono caratterizzare appunto da questo fenomeno".
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