16 Febbraio 2026
Antonio Portaccio, Presidente Italgrob
Dopo un 2025 complesso, il 2026 potrebbe segnare una lieve inversione di tendenza per i consumi fuori casa. Secondo le previsioni di Circana, si attende una crescita moderata della spesa (+3%) accompagnata da un leggero recupero delle visite (+0,9%). Per il retail food service è stimato un +1,4%, mentre il quick service dovrebbe avanzare dell’1%. L’inflazione nel canale dovrebbe scendere sotto l’1%, favorendo un consolidamento dei fatturati più che una vera espansione dei volumi.
Il comparto Ho.Re.Ca. resta un pilastro dell’economia nazionale. Secondo il Centro Studi di Italgrob, su dati Circana, in Italia il settore supera i 100 miliardi di euro di fatturato e conta circa 382mila punti di consumo tra ristoranti, bar, pizzerie e hotel. Gli occupati sono almeno 1,5 milioni, in prevalenza donne.
Antonio Portaccio, presidente di Italgrob, sottolinea come il fuori casa rappresenti non solo un motore economico ma anche un elemento identitario del lifestyle italiano, dalla cucina tradizionale al rito dell’aperitivo. Tuttavia, evidenzia anche una fase di stallo strutturale: meno frequentazione dei locali a fronte di ricavi sostenuti prevalentemente dagli aumenti dei prezzi. Da qui la richiesta di politiche fiscali e regolatorie a sostegno delle Pmi, investimenti in digitalizzazione e sostenibilità e l’istituzione, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un albo dedicato ai distributori Ho.Re.Ca.
Il 2025 ha mostrato segnali di affaticamento. Gli ingressi nei locali sono scesi dello 0,8% rispetto all’anno precedente, mentre il giro d’affari è cresciuto solo grazie a un incremento medio dei prezzi del 3%.
Il fenomeno non riguarda solo l’Italia: nei principali mercati europei – Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito – la spesa complessiva dell’Ho.Re.Ca. raggiunge 309 miliardi di euro, ma le visite risultano inferiori del 10% rispetto al periodo pre-pandemico.
Il contesto economico continua a influenzare le scelte di consumo. La perdita di potere d’acquisto spinge verso un “trading down”: meno prodotti acquistati (-0,7%), maggiore preferenza per segmenti più economici (-1,1%) e attenzione marcata al rapporto qualità-prezzo.
Cresce il consumo di acqua del rubinetto (+5%), mentre le bevande alcoliche registrano un calo del 7%. Al contrario, le alternative low e no alcohol segnano un +13%, sospinte soprattutto dai giovani tra i 18 e i 34 anni, più sensibili ai temi di salute e benessere. Nonostante la crescita a doppia cifra, questi prodotti non compensano la contrazione delle categorie alcoliche a maggior valore aggiunto.
Alcuni segmenti mostrano dinamiche positive. Il delivery continua a sostenere le vendite di prodotti facilmente trasportabili come pizza e sushi, che segnano un incremento del 12%. Parallelamente, aumenta il fenomeno del dining in, passato dal 9,4% al 15,6% in nove anni.
Le catene della ristorazione commerciale performano meglio grazie a un’offerta percepita come più equilibrata nel rapporto qualità-prezzo e a format capaci di intercettare nuovi target, in particolare la Gen Z.
Durante l’International Horeca Meeting organizzato da Italgrob, esponenti politici hanno ribadito la centralità del settore agroalimentare. Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ha ricordato come il comparto non abbia solo una valenza economica ma anche sociale, sottolineando il rischio di una filiera penalizzata dal calo dei consumi.
Giorgio Salvitti, delegato dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, ha evidenziato come il caro energia e l’aumento dei prezzi restino nodi cruciali, pur riconoscendo che le misure adottate stiano producendo effetti di contenimento sull’inflazione.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia