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Burocrazia, giovani talenti e innovazione tecnologica per un'Italia migliore

Filangieri (Italtel): “Per un'Italia migliore serve agire su burocrazia, giovani talenti e credito, puntando sull'innovazione”

Il CEO di Italtel racconta a Giordano Fatali, in collaborazione con il Giornale d’Italia, come digitalizzazione, valorizzazione dei giovani e un sistema creditizio più efficiente possano diventare leve concrete per rilanciare competitività, innovazione e sviluppo del Paese

16 Febbraio 2026

Carlo Filangieri, CEO Italtel

Carlo Filangieri, CEO di Italtel

Carlo Filangieri, CEO di Italtel, ha rilasciato un'intervista a Giordano Fatali (Fondazione Campus Montecitorio) per la Rubrica "Come costruire un'Italia migliore", in collaborazione con Il Giornale d'Italia, in cui ha raccontato come costruire un’Italia migliore partendo dalla semplificazione della burocrazia, dalla valorizzazione dei giovani talenti e da un sistema creditizio più efficiente.

Come costruire un'Italia migliore? Da dove ripartire? 

L’Italia dispone di competenze, creatività, qualità produttiva, una solida tradizione industriale e artigianale. Eppure, il nostro potenziale rimane in parte inespresso. Per liberarlo davvero, è necessario intervenire con decisione su alcuni nodi strutturali che ancora frenano crescita e innovazione.

Il primo riguarda la burocrazia, che continua a rallentare la messa a terra di iniziative e a gravare su imprese e cittadini con iter troppo lunghi, procedure ridondanti e una proliferazione di authority ed enti che genera costi e inefficienze. Un singolo progetto può richiedere autorizzazioni da Comune, Provincia, Regione, Soprintendenza (nel caso di Roma addirittura più di una!), ARPA, ciascuno con tempi e iter propri. Una semplificazione profonda, supportata dalla tecnologia e da scelte politiche coraggiose, è indispensabile per attirare investimenti e garantire processi più rapidi, trasparenti e affidabili. Un Paese che decide più velocemente cresce più velocemente.

Il secondo tema è quello dei giovani talenti, che facciamo fatica a trattenere. La fuga di competenze è una delle emergenze maggiori. Per invertire la rotta servono retribuzioni adeguate, percorsi professionali chiari e meritocrazia poiché il capitale umano è il primo motore della competitività del Paese. Occorre senza dubbio continuare nel percorso di riduzione del peso della fiscalità sui redditi da lavoro.

Infine, è opportuno un sistema creditizio più orientato a sostenere l’innovazione e la crescita delle aziende.

Qual è il contributo concreto che lei e il mondo da lei rappresentato state dando per costruire un’Italia migliore?

Il settore ICT sta supportando la trasformazione del Paese, abilitando la modernizzazione di imprese e Pubblica Amministrazione. La digitalizzazione significa efficienza, competitività e servizi migliori per cittadini e aziendeItaltel, con la sua storia centenaria, continua a essere protagonista di questa evoluzione. Siamo chiamati da aziende e PA per fornire soluzioni affidabili e scalabili, dall’infrastruttura ai processi, fino ai servizi. Affianchiamo gli operatori nella transizione verso modelli evoluti, accelerando automazione, integrazione di tecnologie intelligenti e rafforzamento della sicurezza, così da abilitare servizi sempre più avanzati.

Cybersecurity, automazione, intelligenza artificiale, cloud sovrano e IoT, devono essere tecnologie abilitanti dei settori strategici del Paese. In azienda investiamo da sempre nella ricerca e nel capitale umano, collaborando con scuole e università per offrire ai giovani opportunità concrete di crescita in un ambiente ad alto contenuto tecnologico. Questa è la nostra eredità e il nostro impegno per il futuro del Paese.

Quali sono le iniziative più innovative che state programmando per il futuro? 

Siamo impegnati in iniziative che rendono tangibile la trasformazione digitale, lavorando su automazione, intelligenza artificiale, cybersecurity e Quantum Secure Communication. Per far fronte alla crescente complessità delle infrastrutture e all’aumento delle minacce, è fondamentale che le aziende si appoggino a partner affidabili e con competenze in grado di garantire continuità operativa e sicurezza.

In un contesto come quello italiano, caratterizzato da reti eterogenee e tecnologie legacy, la transizione verso reti autonome richiede personale molto qualificato che non sempre è disponibili internamente alle aziende che non si occupano di tecnologia. Italtel traduce questa visione in soluzioni concrete, integrando sistemi complessi per ridurre rischi e complessità operative a propri clienti.

Sviluppiamo applicazioni di AI, come la computer vision, per smart cities, industria e utilities. Con un primario operatore abbiamo realizzato una piattaforma che supporta le aziende nella prevenzione degli incidenti sul lavoro, un tema di grande rilevanza sociale. Per un importante player dell’energy & utilities abbiamo creato una soluzione per la gestione dei rifiuti industriali che ottimizza i processi e riduce l’impatto ambientale.

Il nostro Competence Center lavora su soluzioni di cybersecurity avanzate che includono crittografia quantistica, offrendo comunicazioni super sicure da qualunque attacco. In un’epoca in cui la sicurezza digitale è un pilastro della sovranità nazionale, queste tecnologie rappresentano una frontiera strategica per proteggere infrastrutture critiche e dati sensibili.

Tra i temi di attualità più importanti nel panorama nazionale e internazionale, quale notizia pensa debba essere sottolineata e rilanciata? Perché?

Il recente Digital Networks Act europeo a mio avviso segna un cambio di passo per la competitività digitale del continente. Presentato come intervento di semplificazione, il DNA mira a superare la frammentazione dei 27 mercati nazionali e creare un mercato unico della connettività, armonizzando procedure e scadenzeTra gli altri effetti positivi c’è la riduzione degli oneri amministrativi e lo stimolo agli investimenti in reti avanzate, introducendo una roadmap chiara per la dismissione delle reti in rame e la migrazione verso la fibra FTTH.

Il DNA punta, inoltre, a standard comuni per la sicurezza delle infrastrutture critiche, incluse le reti sottomarine e satellitari che sono un elemento strategico rilevante per garantire collegamenti a livello globale. In una fase in cui la competitività si gioca su infrastrutture robuste, sicurezza e capacità di sostenere l'innovazione, il Digital Networks Act è un segnale importante: non solo una riforma delle telecomunicazioni, ma un tassello della strategia europea per rafforzare autonomia e resilienza digitale in uno scenario geopolitico sempre più complesso.

L’ltalia e l’Europa da questa situazione di crisi geopolitica possono uscire più forti se saranno in grado di fare qualche passo in più nell’unificazione.

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